Ormone

Sostanza di natura proteica o lipidica liberata nel sangue dalle ghiandole endocrine come la tiroide, l'ipofisi o le ghiandole surrenali. Ogni ormone raggiunge il suo specifico organo-bersaglio attraverso la circolazione sanguigna e si lega a particolari proteine espresse sulla superficie delle cellule, dette recettori. Il legame dell'ormone con il proprio recettore innesca una catena di eventi che culminano con una risposta (o una serie di risposte) da parte delle cellule. Lo sviluppo di un tumore benigno o maligno a partire da un tessuto di tipo ghiandolare può provocare una produzione eccessiva e sregolata di ormoni, come nel caso degli adenomi dell'ipofisi o degli insulinomi che si possono formare nel pancreas. Altre volte le cellule tumorali esprimono recettori ormonali anomali, che rispondono in maniera scorretta ai segnali. Alcuni tipi di carcinomi della mammella, per esempio, sono "ormone-sensibili", esprimono cioè un'elevata quantità di recettori per gli estrogeni dai quali sono stimolati a crescere. È stato quindi sviluppato un farmaco mirato, il tamoxifene, in grado di legarsi al posto degli estrogeni ai loro recettori, impedendone l'effetto.

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