PET (Tomografia ad Emissione di Positroni)

Di che cosa si tratta?

La PET (acronimo di Tomografia a Emissione di Positroni) è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che comporta la somministrazione per via endovenosa di sostanze normalmente presenti nell'organismo (come il glucosio, la metionina, la dopamina) ma "marcate" con molecole radioattive (radiofarmaci). Il tomografo PET rileva la distribuzione di queste sostanze. Poiché i tumori sono avidi di glucosio, la PET ne rivela l'accumulo ed è quindi molto utile per confermare una diagnosi di tumore, per verificare la presenza di metastasi oppure per stabilire l'efficacia di una terapia oncologica. Per esempio, l'assenza di accumulo di glucosio radiomarcato in una sede in cui era stato identificato in precedenza indica che il trattamento in corso è efficace.

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È un esame che possono fare tutti?

L'esame ha una controindicazione assoluta per le donne in gravidanza o in allattamento. Le persone che hanno eseguito trattamenti radioterapici da meno di tre mesi e quanti hanno subito interventi chirurgici o procedure invasive da meno di un mese devono dichiararlo prima dell'esame per agevolare l'interpretazione del risultato.

Per i pazienti con diabete conclamato e in terapia antiglicemica è raccomandata una valutazione da parte del medico nucleare prima dell'eventuale esecuzione dell'esame.

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Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?

Per eseguire la PET è necessario il digiuno da cibi zuccherati (dolci, biscotti, brioches e frutta) da almeno sei ore. È preferibile astenersi dall'attività fisica intensa nelle ore precedenti l'indagine. È bene inoltre assumere abbondanti liquidi (acqua, tè non dolcificato eccetera) per idratare il paziente.

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È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?

Per eseguire una PET non è necessario farsi accompagnare.
L'esame, infatti, salvo nei rarissimi casi in cui venga usato un sedativo, non incide sulla capacità di guidare i veicoli.

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L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

No. L'esame comporta soltanto un'iniezione endovenosa di una piccola quantità di glucosio radiomarcato. Prima dell'esame, solitamente, viene eseguito il test della glicemia.
Il radiofarmaco viene somministrato per via endovenosa circa 45 minuti prima dell'esame: in questo lasso di tempo è necessario attendere in condizioni di maggiore riposo e tranquillità possibile, cercando di rilassare la muscolatura. È inoltre opportuno assumere molta acqua o liquidi non zuccherati.

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L'esame comporta dei rischi immediati?

No, a oggi non sono note reazioni allergiche ai radiofarmaci impiegati nell'esame.

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L'esame comporta dei rischi a lungo termine?

La PET impiega sostanze radiomarcate con radioisotopi emettitori di positroni. La dose di irradiazione è equivalente circa a quella che si assume quando si esegue una TAC.

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Quanto dura?

Il tempo per eseguire l'indagine vera e propria (acquisizione) varia tra 20 e 30 minuti a seconda del segmento del corpo da esaminare.
La durata dell'intera procedura, dalla somministrazione del radiofarmaco alla fine dell'esame (compresa l'attesa precedente all'esame) può protrarsi mediamente da due a tre ore.

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Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?

Terminato l'esame, dopo che il medico ne avrà valutata la corretta esecuzione, è possibile tornare a casa.

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Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Si può tornare alla vita di tutti i giorni, ma con qualche accortezza da osservare nelle quattro-cinque ore successive all'esecuzione dell'esame.
È bene, infatti, evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli, prima che la radioattività sia scomparsa dall'organismo.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento martedì 20 gennaio 2015.

Agenzia Zadig

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