La terapia Gerson si basa su presupposti scientifici? È in grado di curare il cancro?

NO, la cosiddetta terapia Gerson è basata su principi non scientificamente dimostrati e gli studi condotti non hanno mostrato alcun effetto sul cancro

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In sintesi

  • La cosiddetta terapia Gerson nasce negli anni Quaranta negli Stati Uniti.
  • Si basa su una serie di presupposti non scientifici, tra i quali che il cancro sia il risultato di uno squilibrio metabolico indotto dall'accumulo di sostanze tossiche nell'organismo.
  • Propone una dieta vegana e priva di grassi (tranne l'olio di lino), con l'aggiunta di supplementi vitaminici, enzimi pancreatici e diversi clisteri di caffè al giorno.
  • Gli studi condotti hanno dimostrato che non si ottiene alcun miglioramento con questo tipo di regime, ma si rischiano effetti collaterali gravi come squilibri tra sodio e potassio, potenzialmente pericolosi per il funzionamento cardiaco.

 

Per approfondire

Max Gerson, l'inventore della cosiddetta terapia che porta il suo nome, esercitò la medicina in Germania nei primi anni del XX secolo, mettendo a punto alcune strategie dietetiche per la cura dell'emicrania. Nel 1933 emigrò negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni tedesche contro gli ebrei e ottenne nuovamente la licenza di medico nel 1938, lavorando in un ospedale statunitense. Nel 1945 pubblicò un articolo che descrive una particolare dieta ad alto contenuto di potassio, basso contenuto di sodio e prevalenza di vegetali (per ridurre l'apporto di grassi), a cui devono essere aggiunti integratori a base di minerali, vitamine, estratto di fegato, soluzione iodica di Lugol, estratti tiroidei, enzimi pancreatici e vitamina C. A ciò si aggiunge la pratica frequente del clistere a scopo depurativo. Secondo Gerson, il cancro sarebbe provocato da uno squilibrio metabolico e da una intossicazione che tale regime dietetico sarebbe in grado di eliminare.

Dopo aver prescritto il suo metodo per alcuni anni, Gerson sostenne di aver ottenuto ottimi risultati, ma già nel 1949 l'American Medical Association dichiarò che non vi erano prove che ciò fosse vero. Nonostante ciò, Gerson continuò a prescriverlo e pubblicizzarlo e, nel 1958, pubblicò un libro che raccoglieva 50 casi clinici, di cui non si forniscono però né elementi oggettivi di miglioramento (come esami e dati) né elementi del metodo usato per selezionarli e seguirli nel tempo. Nello stesso anno fu sospesa la sua licenza di medico. Morì nel 1959.

Di Gerson e della sua bislacca terapia si sarebbe probabilmente perduta traccia se la figlia Charlotte non avesse fondato, nel 1979, il Gerson Institute, che porta avanti le teorie del padre presso un istituto in Messico. La pratica del metodo è fuorilegge negli Stati Uniti. Diversi medici (e non medici) continuano a proporla ai pazienti in molti Paesi, Italia compresa.

Le teorie sottostanti

Secondo Gerson (così come secondo molte delle teorie pseudoscientifiche sull'origine dei tumori), il cancro sarebbe un disturbo dell'intero organismo di cui il tumore è solo un sintomo provocato dall'accumulo di sostanze tossiche. Per questo la terapia che prende il suo nome si propone di eliminare alcune tossine non meglio specificate, restituendo all'organismo il proprio stato metabolico corretto.

Gerson osservò nei malati una marcata degenerazione del fegato, che peggiorava in genere dopo la chemioterapia. Il problema al fegato è comune nei pazienti oncologici dal momento che molti tumori metastatizzano proprio in quest'organo e che le terapie anticancro impattano sulle cellule epatiche, la cui funzione è proprio quella di eliminare le tossine. Per questo Gerson suggerì una dieta in grado di depurarlo dalle tossine prodotte dalle cure e dalle cellule cancerose stesse. La pratica di clisteri di caffè, l'uso di enzimi pancreatici come supplemento e di estratti di fegato crudo (oggi sostituiti da integratori di vitamine del gruppo B e dal coenzima Q10) avrebbe dovuto aiutare la guarigione dell'organo.

La cosiddetta terapia Gerson si basa, tra l'altro, su un controllo ossessivo di tutto ciò che viene introdotto nell'organismo. La dieta è vegana per almeno sei settimane, ma solo alcuni vegetali sono consentiti poiché si controlla l'apporto di sodio (che deve essere basso) e di potassio (che deve essere alto). Non si possono consumare proteine animali, ma sono consentiti alcuni tipi di cereali e l'olio di lino che dovrebbe aiutare il corpo ad assimilare la vitamina A. Nessun altro grasso (nemmeno l'olio di cottura) è ammesso in questa prima fase. Ogni ora, per 13 ore al giorno, il paziente viene invitato a bere un centrifugato di verdure coltivate biologicamente per ridurre l'apporto di pesticidi. Nessuna pentola o strumento di alluminio può essere usato per la preparazione del cibo, che deve avvenire solo in recipienti di ferro. Col tempo vengono reintrodotte alcune proteine animali, in quantità molto limitata e selezionata.

I supplementi nutrizionali (vitamine, minerali, enzimi) sono il secondo pilastro di questa pseudocura. Le soluzioni di potassio vengono prescritte con l'idea di aumentare la concentrazione intracellulare di questo minerale, mentre la soluzione di Lugol, che contiene iodio, viene somministrata per aumentare il metabolismo generale, sulla base del fatto che la ghiandola tiroidea e gli enzimi tiroidei, da cui dipende appunto un buon funzionamento del metabolismo, hanno bisogno di iodio (il che è vero, ma basta in genere quello contenuto nel sale da cucina iodato e negli alimenti).

Nella formulazione originale, Gerson prescriveva anche estratti e succo di fegato di vitello iniettabili, ma nel 1989 la FDA li ha vietati perché erano spesso contaminati da batteri. In seguito sono stati sostituiti da compresse di fegato essiccato e oggi da supplementi di vitamina B12 ed enzima Q10.

La pratica dei clisteri "depurativi"

I clisteri di caffè o camomilla dovrebbero, secondo Gerson, dilatare i dotti biliari e favorire l'eliminazione della bile (un altro effetto non dimostrato). La fase inziale della terapia prevede fino a quattro clisteri al giorno. Secondo alcuni studi, i clisteri di caffè avrebbero un lieve effetto anestetico sul dolore da cancro addominale, il che spiegherebbe perché alcuni pazienti dicano di sentirsi meglio, ma non ha alcun effetto sulla dilatazione dei dotti biliari.

La scelta di una dieta povera di sodio e ricca di potassio si basava sull'osservazione dei pazienti che, non appena iniziavano la terapia, eliminavano grandi quantità di sodio con le urine. Inoltre Gerson, che aveva una formazione come biologo cellulare, aveva notato che la cellula tumorale ha una concentrazione di sodio intracellulare più elevato della cellula sana, e una di potassio più bassa. Ristabilire le concentrazioni corrette era, secondo lui, una strategia per curare la malattia.

La cosiddetta terapia Gerson ha influenzato anche altre pseudoterapie per il cancro, tanto che la dieta vegetariana e i clisteri sono elementi ricorrenti.

Gli effetti collaterali

Oltre all'ovvio pericolo che si corre abbandonando le terapie scientificamente convalidate per affidarsi a cure prive di efficacia dimostrata, la natura stessa della terapia Gerson può essere pericolosa per il malato di cancro.

I clisteri di caffè, per esempio, eliminano grandi quantità di potassio dall'organismo (esattamente il contrario di quanto teoricamente dice Gerson), col rischio di provocare infezioni, disidratazione, disturbi dell'equilibrio idro-salino (particolarmente pericolosi per chi soffre di cuore, poiché possono portare ad arresto cardiaco e morte). Il ricorso prolungato a clisteri può indurre la perdita di tonicità della muscolatura intestinale, con conseguente incontinenza o, viceversa, stitichezza, con comparsa di infiammazione e colite.

La dieta può indurre stanchezza e vertigini, crampi addominali, febbre e sudorazione.

È importante non confondere alcuni degli elementi positivi di questo regime alimentare (come un consumo aumentato di frutta e vegetali, la riduzione delle proteine animali e dei grassi) con la sua efficacia anticancro, che non è dimostrata. Inoltre la modalità proposta è molto sbilanciata e, come detto, può col tempo portare a gravi squilibri che, invece di rafforzare le difese dell'organismo, così come affermava Gerson, le indebolisce rendendolo inerme nei confronti della malattia.

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Ultimo aggiornamento lunedì 23 maggio 2016.

Agenzia Zoe

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