È possibile che sostanze inserite nella lista 1 dello IARC siano cancerogene, ma non siano sempre vietate?

Sì, perché l'effetto dipende sempre dalla dose: una sostanza può essere cancerogena se assunta a una dose alta, studiata in laboratorio, ma non alla dose con cui l'uomo viene a contatto nella vita quotidiana.

IARC

In breve

  • Le liste compilate dallo IARC, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, raggruppano le sostanze sulla base del livello di cancerogenità dimostrato in studi scientifici.
  • L'ingresso nella lista richiede che siano disponibili i risultati di studi di laboratorio e, se disponibili, anche di studi epidemiologici sull'uomo.
  • Tali studi vengono eseguiti ad altissimi dosaggi o con durate d'esposizione molto lunghe, difficilmente replicabili nella vita reale.
  • È importante anche sapere che molte sostanze cancerogene sulle quali non esistono studi così precisi non vengono inserite nelle liste IARC.
  • Prima di preoccuparsi, è importante sapere non solo in che lista si trova una certa sostanza ma quali sono i dosaggi e le durate d'esposizione oltre le quali il rischio diventa reale e non solo teorico.

Alcol, benzene, la naftalina usata come antitarme negli armadi ma anche farmaci come la ciclosporina, impiegata per impedire il rigetto nei tumori: tutte queste sostanze hanno in comune l'appartenenza alla classe 1 dell'International Agency for Research on Cancer, lo IARC di Lione, che stila la classifica di ciò che può provocare il cancro in base a una precisa scala di rischio.

Il gruppo 1 contiene i carcinogeni umani certi e comprende, al momento della pubblicazione di questa scheda, 113 agenti; il gruppo 2A comprende carcinogeni probabili per l'uomo e contiene 66 agenti; il gruppo 2B riunisce i carcinogeni possibili, per un totale di 285 sostanze; il gruppo 3 comprende le sostanze non classificabili come carcinogene (al momento sono 505); il gruppo 4, infine, raggruppa sostanze probabilmente non carcinogene per l'uomo (in questa categoria c'è una sola sostanza, il caprolactam, un precursore del nylon).

Salta subito all'occhio un dato: è evidente che non esiste un'unica sostanza innocua nel mondo, ma per fortuna ne esistono molte altre. Le liste dello IARC, compilate a partire dal 1971 sulla base degli studi disponibili nella letteratura scientifica, includono gli agenti studiati perché nei loro confronti c'era un sospetto: nel caso del caprolactam, quando il nylon si è diffuso nell'abbigliamento, qualcuno ha avuto un dubbio sulla sua innocuità. Così è stato valutato in laboratorio per poi scoprire che non interagisce con le sostanze biologiche contenute nell'organismo umano e che quindi non dà alcun problema.

Come vengono studiate le sostanze?

Per saperne di più

La pagina dello IARC che spiega metodologie criteri di valutazione delle Sostanze (in inglese).

La pagina dove è disponibile la monografia con la lista delle sostanze suddivise per categoria (scaricabili in pdf).

La classificazione dell'American Cancer Society che tiene conto della lista IARC e di altri dati provenienti dallo US National Toxicology Program (in inglese).

La curiosa vicenda del caprolactam è utile anche per spiegare come mai le sostanze contenute nel gruppo 1 non sono state vietate e ritirate dal commercio. Per dimostrare la cancerogenicità di un agente è necessario testarlo ad altissime concentrazioni in laboratorio. Gli esperti dello IARC tengono anche conto di eventuali studi epidemiologici nell'uomo: è noto a tutti che chi beve troppo alcol è a rischio di tumori del tratto gastrointestinale, mentre chi fuma tabacco rischia il cancro al polmone. L'effetto cancerogeno è stato dimostrato anche in laboratorio e quindi queste sostanze sono entrate nella famosa lista 1. Nonostante ciò, chi beve una piccola quantità di alcol nella vita o fuma una sola sigaretta non vede crescere il proprio rischio oncologico in modo misurabile.

Ecco perché quando leggiamo sui giornali che una sostanza è entrata a far parte di una delle liste dello IARC dovremmo chiederci anche a quali dosaggi (o dopo quanto tempo di esposizione) dobbiamo davvero preoccuparci dei suoi effetti oppure se ci sono categorie particolarmente a rischio, come bambini, donne in gravidanza o anziani.

Cosa accade se nessuno ha valutato in laboratorio un agente potenzialmente cancerogeno?

Vi sono anche moltissime sostanze di cui il potere cancerogeno è altamente probabile, ma che non sono in nessuna lista poiché mancano gli studi rigorosi richiesti dallo IARC per l'inserimento nel proprio database: magari esiste un dato epidemiologico ma mancano gli studi di laboratorio o viceversa; oppure ci sono studi di laboratorio incompleti. Questi ultimi sono essenziali per determinare la tossicità di una sostanza e sono obbligatori per legge. Se gli studi non sono completi, o non sono durati un tempo sufficientemente lungo, non si possono trarre conclusioni.

Vi sono anche alcune sostanze che sono cancerogene solo se associate con altre, ma molte combinazioni non sono menzionate nelle liste IARC perché non sono mai state studiate con sistematicità.

In conclusione

Quando leggiamo che una sostanza o un agente è stato inserito in una delle liste dello IARC, non è il caso di farsi prendere dal panico. È necessario capire quali sono i reali margini di rischio ed entro che dosi e limiti vale la pena di preoccuparsi davvero.

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Ultimo aggiornamento martedì 4 marzo 2014.

A cura di Agenzia Zoe

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