Urografia

Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2018

Tempo di lettura: 2 minuti

Di che cosa si tratta?

L'urografia (o urografia endovenosa con contrasto) è un esame radiologico che serve a studiare il tratto urinario, cioè gli organi e i condotti attraverso cui passa l'urina. Permette di individuare ostruzioni di questo percorso, dovute, per esempio, alla presenza di calcoli o tumori.

L'esame consiste nell'iniezione endovenosa di una sostanza, detta mezzo di contrasto, che dal sangue viene escreta attraverso il tratto urinario. Dopo 30-60 minuti dall'iniezione si effettua una serie di radiografie, a intervalli di 5-10 minuti l'una dall'altra, che permettono di documentare il passaggio di questa sostanza attraverso i reni e gli ureteri, fino alla vescica e all'uretra che infine la convoglia all'esterno

 

È un esame che possono fare tutti?

Come tutti gli esami radiologici, l'urografia è controindicata nelle donne in gravidanza. L'indagine deve essere effettuata con cautela anche nelle persone allergiche o con insufficienza renale, ma in generale è oggi utilizzata molto meno di un tempo, grazie alla disponibilità di altri strumenti come l'ecografia, la risonanza magnetica e la TC.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?

In genere, nei giorni precedenti l'esame, il paziente è sottoposto a un prelievo di sangue per studiare la funzione renale, in modo da accertare che non sia compromessa in misura tale da controindicare l'indagine.

Il medico può inoltre prescrivere lassativi da prendere un giorno o due prima dell'esame per liberare completamente l'intestino, in modo da rendere più chiare le immagini. Per la stessa ragione si raccomandano alcune ore di digiuno prima dell'indagine.

Ai pazienti diabetici in trattamento con metformina si chiede inoltre di sospendere per un paio di giorni il farmaco, per evitare che il medicinale interferisca con il mezzo di contrasto rischiando di danneggiare i reni.

È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?

L'esame non è invasivo né richiede anestesia, per cui non occorre essere accompagnati.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

L'unico disagio può essere legato alla puntura endovenosa. Quando il mezzo di contrasto entra nel circolo sanguigno è inoltre normale avvertire un senso di calore e un sapore amaro in bocca, sensazioni che comunque spariscono in breve tempo.

L'esame comporta dei rischi immediati?

No, se si esclude la rarissima eventualità di una reazione allergica al mezzo di contrasto che tuttavia può essere immediatamente trattata dal personale. Per questo è importante segnalare subito la comparsa di prurito, gonfiore o difficoltà respiratorie durante la procedura.

L'esame comporta rischi a lungo termine?

No, se si esclude il peggioramento di un'insufficienza renale che si può evitare valutando in anticipo la situazione del paziente. L'esposizione ai raggi X comporta un minimo rischio di tumori e leucemie che aumenta in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani, per cui occorre in ogni singolo caso confrontare i possibili rischi con il beneficio che ci si attende dall'indagine.

Quanto dura?

In totale la procedura dura circa un'ora.

Al termine dell’esame posso tornare a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?

No, alla fine dell'esame si può subito tornare a casa.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Dopo l'indagine si può interrompere il digiuno e riprendere subito la propria vita normale.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zadig