PET (Tomografia a emissione di positroni)

Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018

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Di che cosa si tratta?

La PET (acronimo di tomografia a emissione di positroni) è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che comporta la somministrazione per via endovenosa di una sostanza normalmente presente nell'organismo (per lo più glucosio, ma anche metionina o dopamina). La sostanza è marcata con una molecola radioattiva (nel caso del glucosio, il Fluoro 18) e il tomografo PET rileva la distribuzione di queste sostanze. Poiché i tumori sono particolarmente avidi di glucosio, la PET mostrando l'accumulo di questo zucchero, è molto utile per confermare una diagnosi di tumore, per verificare la presenza di metastasi o per verificare una diminuzione della massa tumorale. È inoltre un esame importante per valutare l’efficacia di una terapia oncologica. Infatti l'assenza di accumulo di glucosio radiomarcato in una sede in cui era stato identificato in precedenza indica che il trattamento in corso è efficace.

È un esame che possono fare tutti?

L'esame ha una controindicazione assoluta per le donne in gravidanza o in allattamento. Inoltre le persone che hanno eseguito trattamenti radioterapici da meno di tre mesi e quanti hanno subito interventi chirurgici o procedure invasive da meno di un mese devono dichiararlo prima dell'esame, per agevolare l'interpretazione del risultato.

Per i pazienti con diabete conclamato e in terapia ipoglicemizzante è raccomandata una valutazione da parte del medico prima dell'eventuale esecuzione dell'esame.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame?

Per eseguire la PET è necessario il digiuno da cibi zuccherati (dolci, biscotti, brioches e frutta) da almeno sei ore. È preferibile astenersi dall'attività fisica intensa nelle ore precedenti l'indagine. È bene inoltre assumere abbondanti liquidi (acqua, tè non dolcificato eccetera) per ottenere una buona idratazione.

È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo?

Per eseguire una PET non è necessario farsi accompagnare. L'esame, infatti, salvo nei rarissimi casi in cui venga usato un sedativo, non incide sulla capacità di guidare i veicoli.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

No. L'esame comporta soltanto un'iniezione endovenosa di una piccola quantità di glucosio radiomarcato, solitamente preceduto dal test della glicemia.
Il radiofarmaco viene somministrato per via endovenosa, quindi bisogna attendere circa 45 minuti prima di sottoporsi all'esame, cercando di riposare, stare tranquilli e rilassare la muscolatura.

L'esame comporta rischi immediati?

No, a oggi non sono note reazioni allergiche ai radiofarmaci impiegati nell'esame.

L'esame comporta rischi a lungo termine?

La PET impiega sostanze radiomarcate con radioisotopi emettitori di positroni. La dose di irradiazione è equivalente circa a quella che si assume quando si esegue una TAC.

Quanto dura?

Il tempo per eseguire l'indagine vera e propria (acquisizione) varia tra 20 e 30 minuti a seconda del segmento del corpo da esaminare.
La durata dell'intera procedura, dalla somministrazione del radiofarmaco alla fine dell'esame (compresa l'attesa precedente all'esame), varia da due a tre ore.

Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?

Terminato l'esame, dopo che il medico ne avrà valutata la corretta esecuzione, è possibile tornare a casa.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Si può tornare alla vita di tutti i giorni, ma con qualche accortezza da osservare nelle quattro-cinque ore successive all'esecuzione dell'esame: è bene evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli, prima che la radioattività sia scomparsa dall'organismo.

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  • Autori:

    Agenzia Zadig