Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026
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L’esame delle urine è un’indagine non invasiva ampiamente utilizzata in medicina.
L’esame delle urine, o esame chimico-fisico e morfologico delle urine, è uno dei test più diffusi nella pratica medica ed è parte integrante dell’esame fisico di ciascun paziente. Si tratta di un’indagine non invasiva in grado di fornire informazioni non solo sullo stato di salute e sul funzionamento dei reni e dell’intero apparato urinario, ma anche su diverse vie metaboliche dell’organismo.
Attraverso l’analisi chimica, fisica, microscopica e microbiologica delle urine è possibile individuare indizi di infezioni, disfunzioni renali, calcolosi o patologie sistemiche come il diabete o l’ipertensione. Si utilizza comunemente anche per monitorare nel tempo il decorso di una malattia, come la nefropatia diabetica o l’insufficienza renale.
L’esame delle urine può essere eseguito come un esame standard estemporaneo, cioè l’analisi di un singolo campione, oppure come la raccolta temporizzata delle urine delle 24 ore, per quantificare l'escrezione complessiva giornaliera, o, ancora, l’urina può essere raccolta per indagini mirate a organi e apparati specifici, come l'urinocoltura per identificare eventuali batteri patogeni.
Questa guida non ha lo scopo di fornire indicazioni sulle singole malattie o su come interpretare i valori del referto, compiti che spettano al medico curante, ma di offrire consigli pratici e indicazioni per affrontare l’esame al meglio. Da tenere sempre in mente che le procedure possono variare a seconda del laboratorio di analisi: è quindi importante seguire le istruzioni specifiche fornite dalla struttura presso cui viene eseguito l’esame.
La raccolta delle urine cambia a seconda dell’esame: vediamo come procedere per l’esame standard e per quello delle 24 ore.
L’esame standard delle urine richiede la raccolta di un piccolo campione di urine. Per procedere correttamente, è bene lavarsi le mani prima di iniziare ed eseguire una pulizia intima con acqua e sapone neutro (è solitamente sconsigliato usare saponi disinfettanti o antisettici), risciacquando poi con acqua.
La raccolta deve avvenire a digiuno, prima di intraprendere qualsiasi attività fisica, ed è vivamente consigliabile evitare rapporti sessuali nelle 12 ore precedenti la raccolta.
Durante la minzione è indicato raccogliere l’urina direttamente nel contenitore sterile. Sono sufficienti dai 30 ai 60 millilitri, che solitamente corrispondono a oltre la metà del contenitore per le urine. Al termine, è necessario chiudere il contenitore senza toccarne l'interno o la parte di tappo che sarà poi a contatto con le urine.
È consigliato raccogliere le prime urine della giornata, appena svegli. Una volta raccolto il campione, bisogna accertarsi di aver chiuso correttamente il coperchio, inserire il contenitore all’interno di una busta in plastica pulita (o avvolgere con della pellicola pulita per alimenti) e consegnare il prima possibile (entro un massimo di 4 ore) il contenitore al laboratorio di riferimento.
Per l’esame delle 24 ore, serve un contenitore più grande, sempre indicato per la raccolta di urine: ognuna delle minzioni delle 24 ore va raccolta nello stesso contenitore. A differenza dell’esame standard delle urine, per l’esame delle 24 ore è necessario scartare le urine della prima minzione e continuare poi a raccogliere tutte le urine emesse nelle 24 ore successive, comprese quelle della notte e la prima urina emessa il mattino seguente a quello di inizio raccolta.
Quindi, per esempio, se viene raccolta la prima urina alle 8 di mattina, si dovrà continuare a raccogliere le urine fino alle 8 della mattina successiva. In questo arco di tempo, il contenitore deve essere mantenuto chiuso ed in luogo fresco, ma non in frigorifero.
Il contenitore sterile monouso (un barattolo a bocca larga con tappo a vite) è reperibile in farmacia o nei supermercati. In alcuni casi, viene fornito dal laboratorio di analisi o dalla struttura sanitaria: lo si può chiedere durante la prenotazione dell’esame.
Il contenitore per la raccolta delle urine delle 24 ore va acquistato in farmacia e ha una capienza di 2.500 millilitri (2,5 litri). In alcuni casi può rendersi necessario l’uso di 2 contenitori.
Il campione va consegnato in laboratorio nel più breve tempo possibile, idealmente entro un’ora dalla raccolta. L’urina è infatti un fluido biologico estremamente instabile: a temperatura ambiente, cellule, batteri, cristalli e sostanze chimiche si modificano rapidamente, rischiando di falsare l’analisi.
Se non puoi recarti subito in laboratorio, conserva il contenitore ben chiuso in frigorifero (a una temperatura tra i 4 e gli 8 °C) per un tempo massimo di 4 ore. È necessario proteggere il campione da fonti di calore elevate o luce solare diretta, da sbalzi termici improvvisi, e va assolutamente evitato di congelare il campione.
Oltre all’esame standard chimico-fisico, esistono almeno altri 2 esami: l’urinocoltura e la raccolta delle urine delle 24 ore.
L’urinocoltura serve per identificare con precisione eventuali microrganismi causanti infezioni urogenitali. La raccolta delle urine non è necessariamente vincolata alle prime urine della mattina, ma deve essere comunque raccolta in un contenitore sterile, avendo le stesse accortezze per evitare contaminazioni descritte nel paragrafo sulla raccolta.
La raccolta delle urine delle 24 ore è un test in cui vengono raccolte tutte le urine emesse nell’arco di una giornata intera, in un apposito contenitore di grandi dimensioni. Questo metodo serve per valutare parametri quantitativi totali riferiti all’intera giornata, come la funzionalità renale o la perdita complessiva di proteine. In caso in cui venga richiesta la valutazione della clearance della creatinina, è sconsigliato fare attività fisica nelle 8-12 ore che precedono la raccolta del campione di urine.
Chiunque può sottoporsi all’esame. Non vi sono infatti controindicazioni e l’esame è sicuro in ogni fascia d’età, anche per i neonati (per i quali si usano appositi sacchetti sterili adesivi), bambini, donne in gravidanza e pazienti con catetere, con urostomie (cioè la derivazione delle urine all’esterno del corpo, come succede dopo la rimozione della vescica per tumore) o con nefrostomie (cioè la derivazione delle urine mediante un tubicino che si inserisce dal fianco nel rene).
La raccolta domestica del campione richiede soltanto il tempo di una normale minzione, quindi pochi minuti. L’analisi dell’esame chimico-fisico in laboratorio viene completata in poche ore e il referto è di norma disponibile entro la giornata stessa o quella successiva.
Non serve alcuna preparazione complessa, ma alcune accortezze sono fondamentali per evitare risultati falsati:
L’esame consiste nella semplice consegna di un campione raccolto a casa, per cui non è prevista alcuna sedazione, anestesia o procedura medica invasiva che possa compromettere l’attenzione o la capacità di guida.
No, l’esame è completamente indolore e non invasivo, poiché consiste unicamente nella raccolta di urine, normalmente espulse.
No, l’esame è del tutto sicuro e privo di qualsiasi rischio immediato o futuro, dato che l’esame non comporta l’esposizione a sostanze o elementi nocivi per la salute.
No, non è previsto alcun periodo di osservazione. Una volta consegnato il campione all’accettazione del laboratorio, si può lasciare subito la struttura.
Sì, è possibile tornare immediatamente alle normali attività quotidiane, senza dover seguire alcuna particolare accortezza.
Benedetta Pagni