Biopsia stereotassica cerebrale

Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2017

Tempo di lettura: 40 minuti

Di che cosa si tratta?

La biopsia stereotassica cerebrale consiste nel prelievo di frammenti di tessuto patologico dal cervello, da sottoporre successivamente all'analisi al microscopio. Lo scopo è diagnosticare il tipo di lesione subita e decidere la terapia più appropriata.

Il raggiungimento della lesione da indagare è guidato dalla tomografia computerizzata o dalla risonanza magnetica. Per fare ciò si fissa in anestesia locale sulla testa del paziente "un casco stereotassico" che permette l'elaborazione tridimensionale delle immagini guidando con precisione l'ago che viene inserito in un piccolo foro creato nel cranio in anestesia generale.

Il neurochirurgo consiglia la biopsia stereotassica al posto di un intervento chirurgico a cielo aperto in base a diversi parametri: le caratteristiche, le dimensioni, la localizzazione della lesione e le condizioni di salute del paziente.

È un esame che possono fare tutti?

L'esame può avere controindicazioni generali in relazione alle condizioni mediche del paziente (per esempio problemi della coagulazione del sangue) e controindicazioni specifiche all'esecuzione della TC o della risonanza magnetica (per esempio in pazienti con apparecchi elettronici impiantati, protesi metalliche, insufficienza renale o allergie al mezzo di contrasto).

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?

La biopsia stereotassica cerebrale viene eseguita sotto anestesia, è quindi necessario essere a digiuno dalla mezzanotte precedente. Salvo diversa indicazione del medico, è possibile assumere i farmaci abituali, ma impiegando poca acqua per deglutirli.

È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa?

Ci si deve fare accompagnare da qualcuno. L'esame, infatti, è invasivo e richiede un periodo di recupero.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

L'esame viene eseguito in anestesia generale o, in alcuni casi, in anestesia locale. In entrambi i casi il dolore è ben neutralizzato e un eventuale lieve disagio post-operatorio può essere controllato con semplici analgesici.

L'esame comporta rischi immediati?

Nonostante sia una procedura meno invasiva di un'operazione a cielo aperto, la biopsia stereotassica cerebrale è un intervento chirurgico a tutti gli effetti: non mancano perciò i rischi, anche se sono poco frequenti. Questi includono possibili sanguinamenti nella sede della perforazione o infezioni. Inoltre esiste la possibilità che non si riesca a fare una diagnosi certa, perché i campioni patologici acquisiti sono insufficienti o perché la zona in cui si è effettuato il prelievo non è abbastanza rappresentativa della lesione.

L'esame comporta rischi a lungo termine?

La biopsia stereotassica cerebrale non comporta l'impiego di radiazioni. Se viene fatta con la guida della TC, il paziente viene esposto alle stesse radiazioni di una TC normale.

Quanto dura?

La durata complessiva della procedura è di circa un'ora. La durata dell'intervento dipende anche da come il paziente risponde all'anestesia e dalla posizione della massa da raggiungere.

Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?

Dopo avere eseguito la biopsia è necessario un periodo di osservazione la cui durata è variabile. Spesso si preferisce far passare al paziente una notte in ospedale.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

La biopsia stereotassica cerebrale è una procedura limitatamente invasiva, ma estremamente delicata. È quindi opportuno rimanere a riposo per qualche giorno dopo l'intervento, anche per il recupero dall'eventuale anestesia generale. Inoltre potrebbero essere prescritti dei farmaci da assumere nei giorni successivi all'esame.

Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.

  • Autori:

    Agenzia Zadig