Obesità, malattie epatiche e tumore del fegato: una nuova guida per migliorare la ricerca e sviluppare terapie più efficaci

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2026

Una review internazionale coordinata dall’Università di Bari e finanziata da FONDAZIONE AIRC indica come rendere i modelli di ricerca più adatti a studiare l’impatto dell’obesità sul tumore del fegato

L’obesità è oggi uno dei principali fattori di rischio per molte patologie croniche e oncologiche, incluso il tumore del fegato. In particolare, il fegato grasso può evolvere in una forma infiammatoria persistente, la steatoepatite, che aumenta in modo significativo il rischio di sviluppare un tumore epatico. Nonostante la crescente diffusione di queste condizioni, non esistono ancora terapie specifiche efficaci per il tumore del fegato associato a steatoepatite e la presenza di obesità riduce spesso l’efficacia delle cure oggi disponibili, già molto limitate.

In questo contesto si inserisce la review pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, coordinata dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che propone una guida condivisa per migliorare i modelli di ricerca utilizzati nello studio delle malattie epatiche e del tumore del fegato legati all’obesità.

Il lavoro si inserisce all’interno di un progetto di ricerca quinquennale finanziato da AIRC, portato avanti dal Laboratorio del Metabolismo Lipidico, della steatosi epatica e del tumore del fegato dell’Università di Bari, diretto dal prof. Michele Vacca. Il laboratorio è impegnato da anni nello studio dei meccanismi metabolici che collegano obesità, infiammazione e tumore del fegato, con l’obiettivo di rendere la ricerca di base sempre più utile per lo sviluppo di nuove terapie.

Uno dei problemi centrali affrontati dalla review riguarda i modelli preclinici, fondamentali per studiare la malattia e testare nuovi farmaci prima della sperimentazione sull’uomo. Molti modelli oggi disponibili, infatti, non riescono a riprodurre adeguatamente l’impatto dell’obesità e delle alterazioni metaboliche sullo sviluppo e sulla progressione del tumore del fegato. Questo contribuisce al fallimento di approcci terapeutici che mostrano risultati promettenti in laboratorio ma non si dimostrano efficaci nei pazienti.

Un altro tema centrale è quello dell’innovazione responsabile. In linea con il principio delle 3Rs (Replacement, Reduction, Refinement), gli autori propongono strategie per ridurre l’uso di animali nella ricerca, integrando modelli avanzati in vitro come organoidi e sistemi tridimensionali. L’obiettivo non è sostituire un approccio con un altro, ma combinare in modo intelligente modelli diversi, per ottenere risultati più affidabili, etici ed efficaci.

La review è il risultato di una ampia collaborazione internazionale che coinvolge istituzioni di primo piano nel Regno Unito, come il Roger Williams Institute of Liver Studies & King’s College London e la Newcastle University, e in Germania, tra cui la University of Tübingen, il German Cancer Research Center (DKFZ) di Heidelberg e il Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics (MPI-CBG) di Dresda.

Migliorare i modelli di ricerca significa aumentare le possibilità di sviluppare terapie efficaci per un tumore in crescita, strettamente legato all’obesità e agli stili di vita. Una sfida scientifica e sociale che rende la ricerca sul cancro sempre più centrale per la salute pubblica.

 

TITOLO REVIEW: MASLD and MASH-HCC preclinical models

Link all’articolo

https://doi.org/10.1038/s41575-025-01162-9

Link Laboratorio

https://www.uniba.it/it/docenti/vacca-michele/laboratory-lipid-metabolism-masld-hcc-lab

Profilo personale, attività di ricerca e pubblicazioni

https://www.uniba.it/it/docenti/vacca-michele