IL NOTIZIARIO DELLA RICERCA

50 anni di traguardi

50 anni di cure

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Trattamenti contro il cancro sempre più efficaci e rispettosi

Un tempo il cancro non si poteva nemmeno nominare. Oggi è una malattia che in molti casi si può guarire, in altri trasformare in una condizione cronica con cui convivere.

Grazie alla ricerca, con un importante contributo di quella italiana sostenuta da AIRC, il cancro oggi non solo si può trattare, ma in molti casi anche guarire. È quello che succede in un'alta percentuale di casi di leucemie infantili o di tumori del testicolo.

Davanti ad altri tumori, una diagnosi più precoce e trattamenti più appropriati hanno permesso di aumentare la sopravvivenza. In tutti i casi, l'attenzione si è spostata dalla sola "quantità" alla "qualità" di vita, per cui grande cura è posta oggi nel ridurre gli effetti indesiderati  dei trattamenti a breve e lungo termine.

Negli ultimi 50 anni il paradigma della cura del cancro si è completamente capovolto, in oncologia come in chirurgia, dove non si tende più ad asportare "il massimo tollerabile", in termini di tessuto malato e circostante, ma solo il  "minimo efficace", per estirpare la malattia, ma con il minor impatto possibile.

Lo provò per primo Umberto Veronesi, negli anni settanta, all'Istituto Nazionale Tumori di Milano, dimostrando che i piccoli tumori al seno potevano essere trattati con un intervento circoscritto, la quadrantectomia, al posto delle mastectomie radicali in uso, senza compromettere la sopravvivenza. Il resto del mondo lo seguì.

La stessa logica si applicò negli anni successivi ad altri tumori, risparmiando quando possibile le corde vocali  nei tumori alla laringe o evitando la stomia  (il cosiddetto "sacchetto") dopo l'asportazione di quelli al colon.
 

Raggi mirati sull'obiettivo

Alle cure più rispettose hanno contribuito anche radio e chemioterapia, effettuate prima dell'intervento per ridurre la massa da asportare o, dopo l'intervento, per rimuovere eventuali residui del tumore. Anzi, in alcuni casi, la radioterapia ha potuto soppiantare il bisturi, come nel caso del gamma-knife, un fascio di radiazioni intenso e sottile che permette di eliminare alcuni piccoli tumori del cervello.

L'evoluzione tecnologica ha inoltre consentito di ridurre al minimo gli effetti collaterali delle radiazioni ionizzanti, concentrandole sempre di più sul tessuto malato e risparmiando quello sano.
 

Tanto di cappello alla chemioterapia

La chemioterapia  non gode di buona fama, perché i suoi effetti collaterali sono spesso pesanti, ma è grazie allo sviluppo di schemi terapeutici basati sull'associazione di diversi farmaci antitumorali, molti dei quali messi a punto in Italia con il sostegno di AIRC, che alcuni tumori e leucemie oggi possono essere curati e talvolta completamente guariti.

Ma la ricerca non si ferma e oggi particolari forme di leucemia possono essere trattate con medicinali diversi dalla chemioterapia. Si fanno strada trattamenti che cercano di potenziare le difese dell'organismo (immunoterapia). Si allarga la gamma di farmaci a bersaglio molecolare  e delle loro indicazioni, dal tumore al seno a quello del colon, dopo che il capostipite di queste terapie mirate, l'Imatinib, ha rivoluzionato le aspettative dei malati di leucemia mieloide cronica all'inizio degli anni duemila.

Le cure palliative, infine, che sollevano il paziente dal dolore e da altri disturbi, fanno sì che la vita non sia solo più lunga, ma anche di qualità accettabile. L'obiettivo oggi infatti è curare la persona, non solo il cancro.

 

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