La seconda edizione di Una metafora per la ricerca

Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2020

La seconda edizione di Una metafora per la ricerca

Premiati a Milano i vincitori del concorso organizzato da AIRC che ha visto la partecipazione di oltre 275 giovani creativi e 35.000 votanti via web.

Una giornata di inizio primavera carica di emozione e di entusiasmo per le quattro ragazze che sono state premiate dalla giuria di esperti del concorso Una metafora per la ricerca, alla sua seconda edizione. Lo scorso 30 marzo, infatti, le studentesse hanno trascorso un'intera giornata all'IFOM di Milano, un centro di ricerca oncologica che non ha niente da invidiare ai grandi istituti europei e mondiali, accompagnate dalle loro professoresse, per poter "toccare con mano" cosa significa fare ricerca e per ritirare il premio di un concorso che rappresenta una tappa importante dell'attività che AIRC rivolge alle scuole. Proprio le scuole sono infatti il luogo privilegiato per poter coinvolgere tutti, e soprattutto i giovani, particolarmente interessati ai meccanismi della lotta contro il cancro.

In una sala conferenze gremita, ha preso il via in tarda mattinata la cerimonia di premiazione del concorso, che ha fatto registrare un vero record di partecipazione: oltre 275 i lavori inviati e suddivisi in tre categorie (fotografia, disegno e testo) che hanno complicato non poco il compito della giuria di esperti costretta a decretare "solo" un vincitore per ciascuna categoria in gara. In realtà i giurati sono stati oltre 35.000: tante sono state infatti le persone che hanno votato via Internet i lavori in gara. E solo dopo il voto popolare che ha stabilito i primi 15 classificati è entrata in scena la giuria di esperti composta dal regista Ferzan Ozpetek (in qualità di presidente), dallo scrittore Giorgio Faletti, dallo scienziato Giorgio Scita (vedi anche intervista a pagina 26), dalla star di YouTube Daniele Selvitella - noto con il nickname di Daniele Doesn't Matter - e dal creativo Paolo Gorini, che da anni firma molte campagne di comunicazione di AIRC. "È come stare in stazione senza avere l'orario dei treni: sei lì che aspetti ma non sai quando il treno arriverà - magari presto, magari invece devi aspettare molto tempo - ma una cosa è certa: se non sei in stazione, il treno non lo prendi". Così Giorgio Faletti vede la ricerca, un lavoro fatto di tanto impegno e di attese a volte lunghe e snervanti, ma se il risultato arriva, il viaggio può davvero prendere il via.

Menzioni special

"Come rappresentante dei ricercatori che lavorano in IFOM posso dire di essere orgoglioso di ospitare questo evento che avvicina i giovani alla ricerca e voglio ringraziare personalmente AIRC, senza la quale la ricerca oncologica in Italia sarebbe quasi impossibile" ha affermato, nel suo discorso di apertura della cerimonia di premiazione, Giorgio Scita, scienziato di IFOM, da anni impegnato nella ricerca contro il cancro. E dopo un breve intervento da parte dei singoli giurati che hanno spiegato i criteri alla base delle loro scelte, ciascuna delle vincitrici - in questa edizione hanno trionfato le donne - ha ritirato il proprio premio spiegando come è nata l'idea vincente. "Ciascuno di noi ha messo un po' di se stesso, della propria sensibilità e delle proprie emozioni nell'assegnare i premi" ha spiegato Ozpetek, "ma tutti eravamo animati dalla convinzione che la ricerca è la chiave per arrivare alla soluzione". E la scelta è stata decisamente ardua, dato soprattutto l'alto numero dei partecipanti e la qualità dei lavori, tanto che si è deciso di assegnare anche 15 menzioni speciali (5 per ciascuna categoria): una delle vincitrici di questo riconoscimento, Andrea Sole Brovelli, ha preso parte alla cerimonia di premiazione in rappresentanza di tutti i suoi "colleghi".

La comunicazione si evolve, anche quella sul cancro

Nella giornata che AIRC ha voluto dedicare ai ragazzi non potevano certo mancare i nuovi mezzi di comunicazione tanto amati e utilizzati dagli under 18. "Parlare di cancro non è un'impresa facile" ha affermato Maria Volpe, giornalista del Corriere della Sera e moderatrice del dibattito che ha avuto luogo subito dopo la premiazione, "e l'arrivo dei nuovi mezzi di comunicazione, dai siti Internet, alle chat, ai social network ha modificato notevolmente il panorama". I membri della giuria hanno espresso le loro opinioni su questi nuovi strumenti ed è apparso chiaro che essi aprono prospettive prima d'ora impensabili. "Con l'avvento dei nuovi mezzi, la comunicazione non è morta, piuttosto si è evoluta" ha detto Salvitella. "Anche per loro ci sono tre gradi di giudizio: la critica, la gente e il tempo" ha concluso Faletti. "E sono certo che proprio il tempo farà di Internet uno strumento meraviglioso".

"Vince la passione"

"Mi ha colpita moltissimo la passione che mettete in quello che fate, la voglia di fare, di mettersi in gioco, di andare avanti nonostante le delusioni. Conservate quest'energia, perché quello che state facendo è veramente meraviglioso". Sono le parole che Giada Toso, vincitrice del Gran premio della giuria, scrive ad AIRC dopo la giornata trascorsa in IFOM e che meglio di ogni racconto descrivono i sentimenti e le emozioni di tanti ragazzi nei confronti della ricerca e della lotta a una malattia vista come un nemico sempre meno invincibile. Un grande segnale di speranza che premia il lavoro di AIRC e dei suoi ricercatori che ogni giorno nei laboratori di tutta Italia investono tempo ed energia nella lotta contro il cancro.

Leggi anche...

fotografia

Fotografia

Arianna D'Amico, Liceo classico G.B. Impallomeni, Milazzo (Messina). Per il forte contenuto simbolico della fotografia proposta che ritrae una giovane donna che tiene tra le dita una stella e con la speranza di poter guardare il cielo con serenità.

disegno

Disegno

Antonia Mele, Liceo classico Umberto I, Napoli. Per la semplicità della rappresentazione della ricerca vista come un microscopio dal quale nasce e si alimenta un fiore con colori carichi di significato simbolico: il verde che richiama la speranza e il giallo che ha tutta la forza del sole.

testo

Testo

Michela De Diego, I.T.I.S. Guido Donegani, Crotone. Perché il gioco di parole scelto sottolinea l'importanza di AIRC nella lotta contro il cancro e fa capire in modo leggero quanto il coinvolgimento di tutti sia fondamentale per raggiungere l'obiettivo finale: la cura del cancro.

granpremio

Gran premio della giuria

Giada Toso, Istituto Ettore Sanfelice, Viadana (Mantova). Perché ha proposto un messaggio dal forte impatto visivo ed emotivo che non lascia spazio ad equivoci.

Per saperne di più