Tutti gli errori che facciamo quando pensiamo all’abbronzatura

Parlando di sole abbronzatura spesso commettiamo degli errori che potrebbero costarci caro. Il sole può essere un alleato, ma anche una minaccia se non ci proteggiamo.

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1
Il rischio di melanoma è basso e lontano nel tempo, mentre il vantaggio estetico dell’abbronzatura è certo e immediato.

FALSO

È vero che non tutti i patiti dell’abbronzatura svilupperanno un tumore maligno della pelle, ma le ragioni estetiche non bastano a controbilanciare il rischio. Un viso paonazzo per una scottatura difficilmente si può dire attraente. Inoltre l’apparente e fugace beneficio estetico che si può trarre da un colorito più intenso si perde rapidamente per i danni permanenti e irreparabili che il sole provoca ai tessuti cutanei, avvizzendoli e favorendo la formazione di rughe.
Anche per questo la moda dell’abbronzatura, che furoreggiava negli anni Ottanta, ha ceduto il passo a un look più naturale e rispettoso della salute della pelle.

Ancora più sbagliato è attribuire all’abbronzatura il significato di un aspetto sano: la pigmentazione è anzi la reazione con cui la pelle cerca di difendersi dal danno che il sole le sta arrecando. Ogni volta che si arrossa significa che il materiale genetico delle cellule cutanee sta ricevendo un’offesa, che si può accumulare nel tempo portando alla formazione di un tumore.

2
Stare al sole fa bene perché evita carenze di vitamina D.

VERO

I raggi ultravioletti catalizzano nella pelle la formazione di vitamina D, una sostanza che svolge molti ruoli importanti nell’organismo. Favorisce la calcificazione delle ossa, così da prevenire il rachitismo dei bambini e l’osteoporosi degli anziani. Agisce a livello di diversi organi, modulando l’infiammazione e le reazioni immunitarie. Sembra anche proteggere contro alcuni tipi di tumori, soprattutto quello del colon. Trascorrere del tempo all’aria aperta, possibilmente in tutte le stagioni, è quindi certamente salutare, soprattutto se si fa anche attività fisica.

La necessità di un adeguato apporto di vitamina D non giustifica tuttavia un’esposizione eccessiva al sole, perché in genere, soprattutto alle nostre latitudini, quello che si prende involontariamente attraverso le parti scoperte del corpo, soprattutto durante la bella stagione, è più che sufficiente a questo scopo. Non è possibile dare un’indicazione precisa sul tempo d’irradiazione UVB necessario a produrre la quantità di vitamina D di cui ciascuno ha bisogno, dato che questo dipende dalla stagione e dalla latitudine, dal tipo di pelle e dalla superficie esposta. Tuttavia si può affermare che, in ogni caso, ne basta molto meno di quel che porta a scottarsi, tanto più che la preziosa sostanza può essere assunta anche con l’alimentazione (soprattutto mangiando pesci grassi come salmone, aringhe e sardine, latticini, carne e uova).

3
Per evitare di scottarsi è bene sottoporsi a qualche lampada prima di esporsi al sole, perché l’abbronzatura protegge la pelle.

FALSO

L’esposizione ai raggi ultravioletti di lampade, lettini e docce solari non è più sicura di quella al sole. L’uso di questi dispositivi abbronzanti è infatti associato allo sviluppo di tumori della pelle, in relazione alla frequenza e all’età in cui si comincia a farne uso. Per questo anche in Italia, come in altri Paesi, è stata introdotta una legge che ne vieta l’utilizzo alle persone sotto i 18 anni di età e a quelle a rischio.

È importante ricordare che l’abbronzatura, inoltre, che si sia ottenuta in spiaggia o in un centro estetico, non rappresenta di per sé un fattore protettivo. Molti pensano che, una volta cambiato colore, ci si possa dimenticare di proteggersi dal sole. Purtroppo non è così. Anche se la pelle non si arrossa più come i primi giorni, il danno profondo ai tessuti continua.

4
Chi non si scotta non rischia.

FALSO

Anche le persone di pelle scura, che non si arrossano al sole, sono esposte al rischio di danni al DNA e devono proteggersi adeguatamente, sebbene molti melanomi si sviluppino indipendentemente dal colore della pelle, anche in parti del corpo poco o mai esposte al sole, come la pianta dei piedi.

È vero tuttavia che chi ha la pelle più bianca, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari, soprattutto se ha efelidi e si scotta facilmente, rischia di più. Il fatto di aver già avuto personalmente o in famiglia un tumore della pelle deve essere considerato come un ulteriore motivo di rischio e di precauzione.

5
Gli autoabbronzanti sono sicuri ma non proteggono dal sole.

VERO

Per chi proprio non vuole rinunciare al colore, è sicuramente meglio ricorrere ai prodotti autoabbronzanti piuttosto che ai dispositivi a lampada o a un’eccessiva esposizione al sole.
Alcuni sono semplici coloranti che si rimuovono con acqua, altri contengono diidrossiacetone (DHA), che reagisce con la pelle, e quindi hanno un effetto più duraturo.

Creme e spray vanno applicati con cura per evitare sgradevoli effetti a macchie. Sono sicuri? Non esistono attualmente dati che facciano temere effetti collaterali immediati o pericolosi a lungo termine come quelli provocati dai raggi ultravioletti.
Nel caso si scelga quest’opzione, occorre però stare attenti a non farsi ingannare dal proprio aspetto “abbronzato”: la pelle, infatti, può scottarsi ugualmente, nonostante il colore, e sebbene alcuni di questi prodotti contengano filtri solari, essi non sono comunque sufficienti a fornire un’adeguata protezione.

Assolutamente sconsigliato è invece il melanotan, un ormone sintetico di cui si vantano in rete le proprietà: oltre a conferire una bella abbronzatura senza rovinare la pelle, si dice riduca la massa grassa e aumenti la libido e la potenza sessuale maschile. Per queste ragioni ne esiste un fiorente commercio online, ma le agenzie regolatorie che hanno l’autorizzato l’uso per una rara malattia mettono in guardia dall’usare al di fuori di questa indicazione il farmaco o altre sostanze smerciate, soprattutto su internet, ma anche nelle palestre, con lo stesso nome.

6
Solo le creme solari più costose sono sicure.

FALSO

Spesso si pensa che i prodotti solari acquistati in farmacia o in profumeria a caro prezzo possano garantire una protezione migliore rispetto a quelli a più larga distribuzione. I test di confronto effettuati da associazioni di consumatori in Italia e all’estero dimostrano che prodotti più economici possono essere altrettanto validi, quando non migliori. La maggior parte dei prodotti conferisce effettivamente il fattore di protezione (SPF) indicato sulla confezione, ed è questa l’informazione più importante da considerare, senza mai scendere sotto un fattore 15.

Inoltre un prezzo elevato può spingere a risparmiare sulla quantità, mentre è fondamentale abbondare nell’uso delle creme solari, da applicare prima di uscire di casa e rimettere più volte al giorno, soprattutto ma non solo dopo il bagno e lo sport, anche nel caso di prodotti definiti “waterproof”, ovvero a tenuta d’acqua.

L’introduzione sul mercato di prodotti spray poco untuosi può renderne l’uso meno fastidioso per chi non sopporta la crema sulla pelle. Occorre fare però attenzione che il prodotto, non essendo chiaramente visibile, sia comunque distribuito su tutte le parti esposte, comprese le orecchie, il collo, i piedi e la parte posteriore delle gambe.

7
Anche la migliore crema da sola non basta.

VERO

Usare un buon filtro solare è importante, ma non sufficiente. D’estate, per stare al sole in tranquillità, è sempre bene indossare un cappello e occhiali da sole, dal momento che anche gli occhi possono essere danneggiati dai raggi ultravioletti. L’80 per cento dei melanomi non cutanei si sviluppa infatti nell’occhio.

Per i più piccoli o per chi ha la pelle più delicata sono anche disponibili indumenti prodotti con particolari tessuti che permettono di proteggere gran parte del corpo senza soffrire il caldo, anche stando in spiaggia o in piscina, entrando e uscendo dall’acqua.
In ogni caso vale sempre la regola fondamentale di ripararsi all’ombra nelle ore centrali della giornata.

8
Il doposole ripara il danno provocato alla pelle dai raggi ultravioletti.

FALSO

Le creme doposole servono a idratare la pelle dopo l’esposizione al sole. Contengono anche sostanze lenitive che possono placare l’arrossamento e il dolore dovuti alla scottatura, ma non possono influire in alcun modo sui danni profondi al DNA provocati dal sole, che restano irreversibili.

9
Ci si può scottare anche in città, al nord e nelle giornate nuvolose.

VERO

Le scottature solari non si verificano solo al mare o in alta montagna. Anzi, spesso i danni peggiori possono avvenire in città, nelle prime giornate di primavera, quando ci si scopre e si gode il primo sole all’aria aperta senza pensare a proteggersi con un filtro solare.

Anche il brutto tempo può trarre in inganno, perché i raggi ultravioletti passano ugualmente attraverso le nuvole. Come quando il vento abbassa la temperatura, in queste circostanze si tende a proteggersi meno, rischiando inavvertitamente brutte scottature.

10
Il trucco protegge dal sole.

FALSO

Molti fondotinta contengono filtri solari, che tuttavia non possono sostituire l’uso di prodotti specifici. Per ottenere una protezione adeguata contro il sole, bisognerebbe applicarne una quantità esagerata, e soprattutto ripetere il gesto più volte al giorno.

Nella pratica questo non accade. Quando si prevede di passare del tempo all’aria aperta durante la bella stagione, il trucco non basta, anche se l’etichetta riporta la presenza di un filtro solare.

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