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Ricerche dal mondo

Gravidanze normali e bimbi sani dopo un tumore

Dagli Stati Uniti arriva la notizia: uomini e donne trattati per un tumore in età infantile non corrono rischi particolari in caso di gravidanza e i loro figli nascono sani

Chi ha avuto un tumore in giovanissima età può stare tranquillo per quanto riguarda la possibilità di avere gravidanze normali e figli sani, come confermano due studi statunitensi recentemente pubblicati.

Conoscere gli effetti di un trattamento aggressivo come chemioterapia o radioterapia sulla futura vita riproduttiva dei bambini con tumore e sulla salute dei loro figli è oggi molto importante soprattutto perché il numero di piccoli malati che vince la lotta contro il cancro è in continuo aumento.

E proprio in questo scenario si collocano i risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori americani che hanno confrontato i problemi al momento del parto e lo stato di salute di bambini nati da mamme che avevano avuto un tumore con quelli di bimbi nati da donne senza questo tipo di malattia alle spalle.

Se la mamma ha avuto un tumore quando era bambina, i suoi figli non corrono particolari rischi di morte intrauterina o di nascere con difetti e malformazioni, anche se il vecchio tumore della madre, seppur guarito, può in qualche modo influenzare la salute del figlio. In particolare, dopo un tumore aumenta il rischio che il bimbo nasca prematuro e sottopeso, con tutte le conseguenze che queste due condizioni possono portare.

Anche la salute della mamma risente del tipo di tumore e di trattamento affrontati da bambina: dopo un tumore alle ossa è più probabile che si presenti il diabete, mentre l’anemia è più comune tra le donne che hanno nella loro storia medica un tumore del cervello. Sapere tutto ciò conferma comunque che non ci sono grossi rischi per le gravidanze dopo un tumore, ma che è opportuno seguire più da vicino la mamma nel corso dei nove mesi.

E possono stare tranquilli anche i futuri papà che si sono lasciati alle spalle un tumore infantile. Un secondo studio statunitense, che ha coinvolto 470 bimbi nati da un padre ex malato, ha chiarito che l’unico rischio reale per la progenie è quello di nascere sottopeso.

Tale rischio dipende dall’età alla quale il genitore ha avuto il cancro e dal tipo di trattamento al quale è stato sottoposto, ma in genere il tumore del padre non lascia grossi segni sui figli, anche se esiste la possibilità che le chemioterapie influenzino lo sviluppo delle cellule germinali dell’uomo compromettendone la fertilità.

Una volta che la gravidanza è avviata, bisogna solo avvertire il ginecologo dei trascorsi paterni perché abbia un occhio di riguardo sullo sviluppo del piccino.

 

Pubblicato su: Arch Pediatr Adolesc Med. - Data pubblicazione: Ottobre 2009

Titolo originale:
Pregnancy outcomes in female childhood and adolescent cancer survivors: a linked cancer-birth registry analysis.

 

Pubblicato su: Arch Pediatr Adolesc Med. - Data pubblicazione: Ottobre 2009

Titolo originale:
Reproductive outcomes in male childhood cancer survivors: a linked cancer-birth registry analysis.




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