Con le loro idee e il loro entusiasmo, rappresentano il futuro della ricerca nel nostro Paese. Per questo AIRC ha deciso di investire sulla crescita di una nuova generazione di scienziati.
Vi presentiamo 4 giovani ricercatori titolari di progetti finanziati da AIRC.
Fabio Pastorino
Titolare dal 2007 di un MY FIRST AIRC GRANT presso l'Ospedale Pediatrico Gaslini, Genova - Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma
Titolo del progetto: Individuazione di nuovi marcatori espressi sulle cellule tumorali ed endoteliali-tumorali da utilizzare come nuovi targets terapeutici nel neuroblastoma.
“Già da bambino ero curioso nei confronti delle materie scientifiche, al liceo è aumentato il mio interesse nei confronti di tutto ciò che riguardava la cellula, poi alla facoltà di scienze biologiche mi sono addentrato in quei meccanismi che trovavo complicati ma che rendevano la materia e rendono tuttora la ricerca misteriosa e affascinante. Fare il ricercatore non è un lavoro come un altro. È una sorta di missione. L’idea e la speranza di scoprire un farmaco capace di strappare un bimbo dalle sofferenze, rende insignificante ogni difficoltà incontrata. La ricerca è vita e mi auguro che sempre più giovani intraprendano questa strada”.
Antonella Viola
Titolare di un grant AIRC presso Fondazione Humanitas per la Ricerca – Università degli Studi, Milano – VIMM, Padova
Titolo del progetto: Studio dei modelli di attivazione del Linfociti T (cellule del nostro sistema immunitario che agiscono in difesa dell’organismo contro elementi riconosciuti come estranei)
“All’inizio hanno giocato un ruolo fondamentale la curiosità e la voglia di comprendere. Era quasi un gioco intellettuale, una sfida. Poi, quando ho cominciato a rendermi conto dell’impatto delle mie scoperte, la voglia di contribuire al progresso scientifico e magari di migliorare le condizioni di vita dei malati è diventata la fonte principale della mia passione per la ricerca. Penso che sia il lavoro più bello del mondo, perché riesce a coniugare creatività e impegno sociale, libertà e rigore”.
Antonio Moschetta
Titolare dal 2005 di una Start up AIRC presso l’Istituto Mario Negri Sud di S. Maria Imbaro (Chieti)
Titolo del progetto: Ruolo delle componenti lipidiche della dieta (colesterolo e grassi) nella trasformazione e progressione del processo neoplastico del colon.
“La mia passione per la ricerca è nata durante il progetto Erasmus in Spagna, al mio IV anno di corso di laurea. Ho capito che fino a quel momento non avevo dato il massimo allo studio e mi sono detto: questo voglio fare da grande e ci devo mettere tutto me stesso, così come avviene in tutte le piccole e grandi imprese quotidiane. Con la ricerca è stato così: mi sono messo in gioco al cento per cento. Ai giovani consiglio di auto-intervistarsi per capire se la ricerca è davvero il loro amore. A quel punto, va vissuta fino in fondo”.
Antonia Del Giudice
Ricercatrice presso l’Istituto Nazionali Tumori di Napoli
Titolo del progetto: Studio HOBOE e Studio ELDA (aspetti gestionali - messa a punto delle schede di raccolta dati, contatti con i centri partecipanti alla sperimentazione, raccolta dati - di due importanti protocolli di ricerca sul tumore della mammella, volti ad ottimizzare la terapia precauzionale di questo tipo di tumore).
“La mia passione per la ricerca nasce dal desiderio di potere essere utile, nel mio piccolo, a chi purtroppo ha imparato a "contare i suoi giorni" perché colpito dal cancro. Ai giovani che hanno la possibilità di scegliere di diventare ricercatori dico: non lasciatevi scoraggiare dal lungo percorso che vi attende, ma seguite la sete che avete nel cuore. E, per un ricercatore, questa sete è vincere la malattia o almeno migliorare la qualità di vita dell'ammalato”.