Prevenire i tumori femminili

La prevenzione è sempre più efficace della cura per questo AIRC aiuta le donne a prendersi cura di sé con sempre maggiore consapevolezza.

Tumori femminili

 

 

I tumori femminili, che colpiscono gli organi riproduttivi e il seno, in molti casi si possono prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci.
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La prevenzione età per età

  • Tra i 20 e i 40 anni

    Nella fascia di età dai 20 ai 40 anni, i tumori femminili costituiscono, per fortuna, una rarità. È però l'età giusta per fare prevenzione. Poiché il cancro è dovuto a una trasformazione del patrimonio genetico della cellula che deve coinvolgere più geni per essere davvero pericoloso, il suo tempo di latenza è molto lungo. Ciò significa che i primi danni alla cellula possono avvenire già in età giovanile ma che, in genere, il processo può essere bloccato se si assumono comportamenti e stili di vita corretti.

  • Tra i 40 e i 50 anni

    È tra i 40 e i 50 anni che si registra un primo aumento dell'incidenza dei tumori femminili, anche se il picco si verifica dopo i 50. In questo decennio - che con l'allungamento della vita media nei Paesi Occidentali corrisponde al periodo più intenso nella vita di una donna - non bisogna abbandonare le buone abitudini in materia di prevenzione e di corretti stili di vita.

  • Tra i 50 e i 60 anni

    Dopo i 50 anni si verifica un picco di incidenza dei tumori femminili. Questo non significa che non si possa più fare prevenzione, anzi, diventa ancor più importante. Questo decennio è anche quello durante il quale, più comunemente, si verifica la menopausa, un cambiamento importante per il corpo femminile, che va seguito con l'aiuto di un medico esperto. Contrariamente a quanto molte donne pensano, la menopausa non è un momento drammatico, ma solo una modificazione degli equilibri che, se sostenuta da adeguati interventi e stili di vita, può essere superata senza troppi disturbi.

  • Oltre i 60 anni

    Un tempo una donna di 60 anni era considerata già anziana, ma le sessantenni di oggi sono attive, belle, intraprendenti e piene di vita. È quindi ovvio che anche la medicina si sia adeguata a questi cambiamenti sociali positivi, estendendo le misure di prevenzione dei tumori femminili anche alle fasce di età più avanzate. Poiché sono anche gli anni nei quali è più frequente che compaiano tumori, la diagnosi precoce assume una rilevanza ancora maggiore che in precedenza. Le visite, i controlli, il Pap-test e la mammografia rimangono strumenti indispensabili di contenimento del disturbo: un tumore diagnosticato nelle fasi iniziali, anche in una persona molto anziana, può essere curato efficacemente senza lasciare sequele dolorose.

  • Seno

    Il tumore del seno è molto diffuso: colpisce una donna su 8 ed è il tumore più frequente nel sesso femminile (anche gli uomini ne possono essere colpiti, ma con un'incidenza notevolmente più bassa).
    Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 46.900 nuovi casi, ma nonostante il continuo aumento dell'incidenza, di tumore del seno oggi si muore meno che in passato, grazie anche ai continui progressi della medicina e agli screening per diagnosi precoce tramite mammografia.

    Sono stati identificati numerosi fattori di rischio, alcuni modificabili, come gli stili di vita, altri invece no, come per esempio l'età (la maggior parte di tumori del seno colpisce donne oltre i 40 anni) e fattori genetico-costituzionali. Il 10% circa dei tumori del seno è ereditario ovvero è legato alla presenza nel DNA di alcune mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2.

    Tra gli stili di vita dannosi si possono citare, per esempio, un'alimentazione ricca di grassi animali e povera di frutta e verdura, il vizio del fumo e una vita particolarmente sedentaria: cattive abitudini che possono essere modificate senza eccessivi sacrifici per ottenere ottimi risultati.

    Ci sono poi alcuni fattori legati alla vita riproduttiva che possono influenzare il rischio di tumore del seno: un periodo fertile breve (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce) e una gravidanza in giovanissima età sono protettive, così come l'allattamento per oltre un anno.

  • Ovaio

    Il tumore ovarico occupa il nono posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati alle donne e rappresenta quasi il 3% di tutte le diagnosi di cancro con stime che parlano di poco meno di 5.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese. Si tratta di una malattia che colpisce le ovaie, ovvero gli organi responsabili nella donna della produzione degli ormoni sessuali e delle cellule riproduttive (ovociti) e riguarda circa una donna ogni 100.

    Questo tipo di tumore colpisce soprattutto dopo i 60 anni, mentre è piuttosto raro nelle donne giovani al di sotto dei 30 anni. Nonostante i continui progressi della medicina e della ricerca, la diagnosi precoce del tumore ovarico è ancora molto difficile e di conseguenza spesso non è possibile iniziare le terapie in modo tempestivo e riuscire a debellare definitivamente la malattia.

    I principali fattori di rischio per il tumore ovarico sono l'età avanzata, una vita fertile lunga (prima mestruazione precoce e menopausa tardiva) e l'assenza di figli; mentre l'aver avuto molti figli, l'utilizzo della pillola anticoncezionale che "mette a riposo" le ovaie, e una alimentazione ricca di frutta e verdura rappresentano fattori di protezione. Infine, una piccola percentuale dei tumori ovarici, meno del 10%, ha una componente genetica spesso rappresentata da una mutazione nei geni BRCA1 e BRCA2, coinvolti anche nel tumore del seno: le donne che hanno più parenti strette (madre, sorelle) malate di cancro ovarico o di un altro tumore associato alla stessa mutazione (per esempio al seno) sono più a rischio di sviluppare questo tumore e dovranno sottoporsi ai controlli (visita ginecologica ed ecografia) con maggiore frequenza.

  • Collo dell'utero

    Il tumore del collo dell'utero (o tumore della cervice uterina) è stato per molto tempo il più frequente nel sesso femminile, associato a un'alta mortalità.

    La situazione è ancora molto preoccupante nei Paesi in via di sviluppo, dove questo tumore rappresenta la seconda causa di morte per cancro. Nel mondo occidentale, invece, si assiste a una continua diminuzione di incidenza e di mortalità grazie soprattutto all'introduzione di uno strumento estremamente efficace di diagnosi precoce, il Pap-test. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 2.000 nuovi tumori della cervice, con una media di un caso ogni 15.000 donne: una donna su 170 si ammala di questo tumore nel corso della vita, ma meno dell'uno per mille ne muore. La diagnosi sempre più precoce consente infatti di utilizzare una terapia efficace e spesso risolutiva.

    Il cancro della cervice dell'utero è legato, nella maggior parte dei casi, all'infezione del virus del papilloma (HPV) che si contrae per via sessuale: comportamenti che tendono a limitare le possibilità di infezioni (per esempio l'uso del preservativo e la vaccinazione contro l'HPV per le giovanissime) sono dunque protettivi. È bene comunque ricordare che la maggior parte delle donne che contrae un'infezione da HPV non sviluppa il tumore della cervice a dimostrazione del fatto che il virus può essere eliminato dal sistema immunitario, anche se non sono disponibili terapie in grado di assicurare la sua scomparsa.

    Dalle indagini statistiche risulta che un alto numero di gravidanze può essere un elemento di rischio. Le ragioni sono ancora allo studio. A differenza dei tumori di seno e ovaio, per il tumore della cervice uterina non ci sono prove certe dell'esistenza di una predisposizione genetica, legata a mutazioni in particolari geni.

    Il Pap-test rimane lo strumento più efficace per la diagnosi precoce del tumore del collo dell'utero. Se il medico lo ritiene opportuno e se vi sono dubbi al Pap-test può essere completato con il test per la ricerca del DNA dell'HPV, cioè per la ricerca del materiale genetico del virus del papilloma.

  • Endometrio

    Il tumore dell'endometrio si colloca al sesto posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati alle donne (4% del totale delle diagnosi di tumore) e in Italia si parla di oltre 8.200 nuovi casi ogni anno. Si tratta di un tumore che colpisce soprattutto le donne anziane, con un picco di incidenza dopo i 60 anni, e che presenta tassi d'incidenza in aumento nel mondo occidentale a causa dell'allungamento della vita media e di una alimentazione troppo abbondante.

    L'età è sicuramente il principale fattore di rischio per questo tumore, piuttosto raro prima dei 50 anni, mentre al momento non sono stati identificati geni coinvolti in un modello di trasmissione ereditaria della malattia. Altri importanti fattori di rischio sono il sovrappeso e l'obesità, per questo motivo è importante limitare il numero di calorie assunte giornalmente e prediligere una dieta povera di grassi e ricca di frutta e verdura.

Gli appuntamenti e i consigli

  • Visita ginecologica

    Ogni donna dovrebbe sottoporsi con regolarità e con cadenza annuale a una visita ginecologica anche in assenza di particolari problemi o sintomi.

    Con questa semplice visita è infatti possibile prevenire molti disturbi legati alla sfera ginecologica e verificare, per esempio, la regolarità del ciclo mestruale o la presenza di infezioni batteriche o fungine, molto comuni tra le donne con una vita sessuale attiva (Candida, Trichomonas eccetera). Il ginecologo è inoltre la persona più adatta alla quale chiedere consigli e chiarimenti su contraccezione e gravidanza, sugli gli strumenti più adatti per affrontare la menopausa in modo sereno limitandone gli effetti fastidiosi, o sulla eventuale necessità di eseguire controlli oncologici particolari.

    Per quanto riguarda la prevenzione oncologica, in base alla storia familiare lo specialista è in grado di determinare il rischio individuale di sviluppare un tumore e di programmare di conseguenza un calendario preciso degli esami di controllo da svolgere con regolarità.

  • Pap-test

    Il Pap-test è un esame di screening proposto a tutte le donne fin dall'inizio dell'attività sessuale e comunque non oltre i 21 anni di età, fino ai 64 anni. Può essere eseguito anche nelle donne vergini (anzi, è indicato anche nel loro caso perché esistono forme, rare ma possibili, di tumore della cervice uterina che non dipendono dal virus dell'HPV, trasmesso sessualmente). Il test si ripete una volta ogni tre anni, a meno che l'esame non mostri anomalie che richiedono un controllo più frequente.

    In anni recenti è stato introdotto anche il termine oltre il quale non è più necessario: secondo gli studi, una donna risultata negativa verso i 70 anni ha bassissime probabilità di sviluppare in seguito un tumore del collo dell'utero e può quindi sospendere i controlli (che vanno invece portati avanti se c'è qualcosa che non va o se risulta positiva per l'HPV).

    Lo scopo del Pap-test è di mettere in evidenza alterazioni precoci delle cellule della cervice uterina per prevenire l'insorgenza di un vero e proprio carcinoma del collo dell'utero. Insieme al Pap-test, però, si procede sempre anche all'esecuzione di uno striscio vaginale per identificare eventuali infezioni o infiammazioni da cause anche banali come le infezioni da Candida. Per questa ragione alcuni ginecologi hanno accolto con diffidenza l'allungamento dell'intervallo tra un esame e l'altro. È bene però ricordare che si può eseguire un tampone o striscio vaginale senza Pap-test. L'esame è meno fastidioso e meno costoso.

    Pur essendo il Pap-test un esame semplice, a basso contenuto tecnologico, in Italia lo eseguono otto donne su 10 nel Centro-Nord e solo sei su 10 nel Sud e nelle Isole: un divario che andrebbe rapidamente colmato. Un aiuto potrebbe venire nei prossimi anni dalla combinazione del Pap-test con il test per la ricerca del DNA dell'HPV. Secondo le linee guida più recenti, infatti, unendo i due esami è possibile eseguire il Pap-test una sola volta ogni cinque anni.

  • Test HPV DNA

    Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della cervice è l'infezione da HPV, il Papilloma virus umano, che si trasmette per via sessuale. Il vaccino protegge dai ceppi virali più aggressivi, all'origine del 70 per cento dei tumori della cervice: è raccomandato e offerto gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale alle ragazze all'età di 12 anni.

    Nella maggior parte dei casi le cellule che possono portare al tumore della cervice non danno immediatamente origine al cancro vero e proprio, ma generano quelle che i medici chiamano lesioni precancerose, che possono progredire lentamente verso la forma tumorale o regredire spontaneamente senza alcun trattamento. Prevenire la formazione di tali lesioni, o diagnosticarle e curarle precocemente, permette di ridurre drasticamente e quasi di eliminare l'insorgenza del tumore della cervice.

    Negli ultimi anni è entrato in commercio anche un test in grado di verificare la presenza del DNA dell'HPV nelle cellule del collo dell'utero. Il materiale su cui fare il test si preleva esattamente come nel Pap-test, con uno striscio della cervice uterina.

    Secondo l'Osservatorio nazionale screening, il test HPV si può fare per diversi motivi:

    • per selezionare, tra le donne che hanno alcune alterazioni cellulari nel Pap-test, quelle che devono fare una colposcopia, ovvero un esame più approfondito;
    • per seguire nel tempo le donne che hanno un test HPV o un Pap-test positivi e una colposcopia negativa o che ha mostrato lesioni di scarsa importanza;
    • per seguire nel tempo le donne che hanno avuto un trattamento per lesioni pretumorali del collo dell'utero;
    • infine, il test HPV si può fare come test di screening, al posto del Pap-test, perché molti studi hanno dimostrato che trova più lesioni del collo dell'utero di quelle individuate col Pap-test. Inoltre le trova più precocemente, e quindi deve essere ripetuto ogni cinque anni invece che ogni tre anni. Si tratta però di dati ancora preliminari, oggetto di studi non sufficientemente ampi da far cambiare le strategie di screening per tutta la popolazione.

    Attualmente lo screening con HPV è raccomandato solo dopo i 30-35 anni perché nelle donne più giovani le infezioni da HPV sono molto frequenti, ma nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente. Sotto quell'età si rischierebbe quindi di trattare lesioni che sarebbero guarite da sole.

    Se il test per l'HPV risulta positivo, si procede con il Pap-test. Se questo risulta normale, si ripete il test per l'HPV dopo un anno: nella maggior parte dei casi l'infezione scompare in questo lasso di tempo, altrimenti si continuano i controlli serrati.

  • Autopalpazione

    L'autopalpazione è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l'aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento. In particolare, l'esame si svolge in due fasi: l'osservazione, che permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo, e la palpazione, che invece può far scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c'erano.

    Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà anche altri segnali come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli o cambiamenti di forma della mammella devono spingere a consultare un medico.

    A partire da 20 anni l'esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante poiché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi.

    È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l'età, il peso corporeo, la familiarità e l'uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l'autoesame. L'autopalpazione, infatti, rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata al controllo da parte del medico e agli esami consigliati.

  • Visita senologica

    La visita senologica consiste nell'esame clinico completo del seno da parte di un medico specializzato. È una metodica semplice e indolore che viene effettuata nello studio del medico senza l'ausilio di particolari strumenti. Questo tipo di valutazione da sola non è in genere sufficiente a formulare una diagnosi precisa, ma può sicuramente essere utile per chiarire situazioni un po' sospette e poco chiare.

    Prima di cominciare l'esame vero e proprio delle mammelle, il senologo si occupa dell'anamnesi, ovvero della raccolta di informazioni che potranno essere utili per formulare la diagnosi finale: eventuale presenza di casi di tumore del seno in famiglia, età di comparsa del primo ciclo mestruale e della menopausa, gravidanze, alimentazione, terapie ormonali (contraccettivi orali, terapie ormonali sostitutive in menopausa eccetera).

    Solo dopo aver terminato questa fase si può procedere con l'esame clinico propriamente detto che parte con l'osservazione e termina con la palpazione: il medico in pratica compie tutti quei gesti che ogni donna dovrebbe compiere mensilmente nel corso dell'autopalpazione.

  • Ecografia mammaria

    L'ecografia mammaria è un esame rapido, indolore e che non comporta l'esposizione a radiazioni, poiché utilizza una sonda a ultrasuoni che permette di studiare la densità del tessuto.

    Oltre che per la diagnosi precoce del tumore al seno, l'ecografia mammaria è usata per esaminare lo stato della ghiandola in caso di altri disturbi benigni come i fibroadenomi e la mastopatia fibrocistica. Il vantaggio di questa tecnica, infatti, consiste nel visualizzare eventuali alterazioni anche in un seno giovane e quindi naturalmente più denso: infatti nella fascia di età giovanile spesso questo esame risulta più appropriato (e più accurato) della stessa mammografia.

    Non esistono linee guida condivise sull'uso dell'ecografia mammaria, bensì indicazioni su base individuale. L'esame è consigliato una volta l'anno alle donne con seno iperdenso, con calcificazioni oppure con noduli e cisti (come nella mastopatia) fino al raggiungimento della menopausa, quando il cambiamento del tessuto rende più indicata la mammografia. In assenza di sintomi (per esempio la comparsa di un nodulo oppure di alterazioni superficiali del seno) non ci sono indicazioni all'uso dell'ecografia come screening prima dei 45 anni.

    Altri protocolli prevedono invece una eco mammaria ogni due anni tra i 40 e i 45 anni di età, per poi affiancare l'ecografia alla mammografia fino al compimento dei 50. È bene però ricordare che benché questo sia lo schema più usato in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, in Italia la mammografia è indicata solo a partire dai 50 anni. Infine vi sono alcuni medici che, in specifici casi, possono ritenere utile prescrivere mammografia ed ecografia ad anni alterni fino ai 50 anni, per poi rientrare nello schema standard dello screening mammografico.

  • Mammografia

    La mammografia è una radiografia del seno effettuata con una radiazione a bassissima dose in modo da mettere in evidenza eventuali calcificazioni, noduli o formazioni che meritano un approfondimento diagnostico. È considerato un esame di screening, cioè viene consigliato a un'intera fascia di popolazione che risponde a determinati criteri individuati attraverso studi epidemiologici. Nel caso specifico, benché vi sia molta discussione sull'opportunità di anticipare i tempi dello screening, la mammografia è indicata, secondo le norme ministeriali italiane, per tutte le donne oltre i 50 anni, con cadenza biennale.

    Sulla base di una valutazione individuale, il medico può prescrivere l'inizio dello screening a partire dai 45 anni o anche prima (per esempio in caso di familiarità per il tumore al seno), può combinare l'esecuzione della mammografia con l'ecografia mammaria (specie nelle pazienti più giovani e con seno iperdenso o con molte cisti).

    Recenti ricerche hanno sollevato dubbi sull'opportunità dello screening mammografico e sulla sua utilità in termini di riduzione della mortalità per cancro del seno. Ciò dipende però dalla qualità dello screening: nei Paesi come l'Italia, dove lo screening è piuttosto diffuso grazie all'esistenza di un Servizio sanitario nazionale che garantisce la copertura universale, i benefici al momento superano i possibili rischi, che consistono in un eccesso di diagnosi e interventi su tumori identificati in fase molto precoce che potrebbero non dare segno di sé e regredire spontaneamente.

    Perché lo screening sia efficace è però necessario rivolgersi a centri con una buona esperienza in mammografia: secondo le più recenti linee guida per l'accreditamento dei centri di senologia, un buon medico radiologo esperto deve aver refertato almeno 1000 mammografie l'anno negli ultimi tre anni. La capacità di discernere ciò che mostra l'immagine aumenta infatti con la pratica dell'operatore.

  • Ormoni

    Gli ormoni, e in particolare gli estrogeni, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare il rischio di numerosi tumori femminili poiché utero, ovaie e seno sono molto sensibili alla loro azione. Per quel che riguarda il cancro del seno, l'esposizione agli ormoni dopo la menopausa ne aumenta il rischio, tanto che la terapia ormonale sostitutiva viene oggi usata per un periodo molto più breve che in passato e in casi strettamente necessari.

    Tutti i fattori che aumentano il numero dei cicli mestruali - inizio precoce del ciclo, menopausa tardiva, assenza di gravidanze eccetera - possono aumentare la probabilità di sviluppare tumori dell'endometrio (il rivestimento interno dell'utero). Per questa ragione, secondo studi epidemiologici, in questo caso la pillola anticoncezionale rappresenta un fattore protettivo, mentre la terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni è un fattore negativo, anche se il rischio viene in qualche modo bilanciato associando agli estrogeni anche l'altra classe di ormoni femminili, chiamati progestinici.

    Il tumore all'ovaio può essere sensibile agli ormoni che agiscono come una sorta di fertilizzante: anche in questo caso la terapia ormonale sostitutiva è controindicata, mentre la pillola anticoncezionale potrebbe avere un effetto protettivo, mettendo l'organo “a riposo” durante il suo uso.

    La gravidanza, modificando la tipologia di ormoni circolanti, protegge sia il seno sia l'utero, favorendo la maturazione completa dei tessuti (così come l'allattamento).

  • Stili di vita

    Gli esami di controllo periodico sono importanti per la prevenzione del cancro, ma anche un corretto stile di vita contribuisce a ridurre drasticamente il rischio di ammalarsi.

    Le regole da adottare per raggiungere questo importante traguardo di prevenzione sono molto semplici e riguardano in modo particolare l'alimentazione, l'esercizio fisico e il fumo.

    Non occorrono grandi sforzi: basta porre un po' di attenzione a ciò che si mangia e cercare di non condurre una vita troppo sedentaria. Mantenere il peso forma non è solo un'esigenza estetica, ma anche e soprattutto una scelta di salute contro l'insorgenza di molti tumori. Il consiglio migliore è quello di svolgere un'attività moderata per almeno 30 minuti al giorno e per almeno cinque giorni alla settimana. Questo tipo di attività può includere, per esempio, una passeggiata nel parco o la scelta di muoversi in bici e non in macchina.

    Bisogna inoltre porre attenzione ad alcuni comportamenti apparentemente innocui, ma in realtà pericolosi come l'eccessiva esposizione al sole che, oltre ad accelerare l'invecchiamento della pelle, può causare tumori maligni della pelle. Ciò non significa rinunciare al sole, ma esporsi con moderazione e con le adeguate protezioni.

    Infine, nel caso di fumo e alcol, i dati parlano chiaro per quanto riguarda i tumori: chi fuma aumenta il proprio rischio di tumore del polmone, della bocca e della vescica, oltre a influenzare tutte le patologie oncologiche; mentre il consumo eccessivo di alcol risulta cancerogeno per bocca, esofago e stomaco.

    Queste semplici regole generali sono valide, con qualche opportuna modifica, a tutte le età.

 

I programmi di screening per i tumori femminili

Lo screening per il tumore al seno

 

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