La risposta esatta è
sono sempre più comuni ma fanno meno vittime.
L’
incidenza dei tumori, cioè il numero di persone a cui ogni anno viene diagnosticato il cancro nella popolazione italiana (e così in tutti i Paesi più sviluppati) va purtroppo aumentando in valore assoluto.
Questo perché uno dei
fattori di rischio più importanti per la maggior parte dei tumori è l’età: aumentando la quota di anziani nella popolazione generale, aumenta anche il numero di persone più esposte alla malattia. Tenendo conto di questa variabile, però, la frequenza dei nuovi casi di cancro appare stabile. Talvolta poi l’aumento del numero di nuovi tumori è apparente, e dipende solo dalla disponibilità di strumenti diagnostici più sofisticati, che permettono di individuare forme neoplastiche così precoci da poter essere curate bene e talvolta anche guarire completamente. Il loro numero fa crescere quindi i tassi di incidenza ma permette di diminuire quelli di mortalità, perché si evita che la malattia compaia in seguito in maniera più aggressiva.
Per alcuni tumori importanti, come quello dei polmoni, il calo di mortalità registrato tra gli uomini dipende invece proprio dalla riduzione della frequenza con cui compare la malattia, attribuita dagli esperti al fatto che gli uomini fumano oggi meno di un tempo. Il contrario purtroppo si sta verificando tra le donne.
Infine, all’aumento del numero dei casi di tumore la medicina risponde con terapie sempre più efficaci e mirate, che per alcune forme di cancro hanno aumentato notevolmente le speranze di sopravvivenza, trasformando il cancro in una malattia cronica con cui convivere, e per altre hanno cambiato radicalmente le aspettative dei malati a cui viene posta la diagnosi, aprendole alla concreta possibilità di una completa guarigione.