Un vaccino contro il linfoma

Un gruppo di ricercatori milanesi ha sperimentato un vaccino che spinge il sistema immunitario a ribellarsi contro il linfoma e a bloccarlo

Non solo contro l'influenza o il morbillo: la vaccinazione potrebbe rivelarsi una strategia vincente anche per alcuni tipi di linfoma, come dimostrano i risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori dell'Istituto nazionale tumori di Milano grazie anche al sostegno di AIRC. Per giungere a questa conclusione, Massimo di Nicola e colleghi hanno vaccinato alcuni pazienti con linfoma non-Hodgkin recidivo, che si era cioè ripresentato dopo un primo trattamento, e hanno osservato una risposta clinica positiva in un paziente su tre e una stabilizzazione della malattia in quasi la metà dei pazienti. Non solo: dallo studio è emerso anche che grazie a questo vaccino vengono stimolati i due tipi di risposta immunitaria possibili, legati all'intervento di due tipi cellulari diversi chiamati linfociti T e linfociti B.

Ma come è fatto questo vaccino contro il cancro? I principi seguiti per costruire i vaccini contro i tumori, che sono studiati oggi nei laboratori di tutto il mondo, non sono molto diversi da quelli che hanno portato alla creazione dei vaccini più noti: si tratta di insegnare al sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali e a distruggerle, e questo risultato può essere ottenuto, per esempio, iniettando nel paziente le stesse cellule del tumore "uccise" grazie a particolari trattamenti, come è avvenuto nel caso dei ricercatori dell'Istituto tumori di Milano.

Le cellule del linfoma sono state infatti trasformate in cellule "innocue" dal punto di vista tumorale, cioè incapaci di dare origine a un tumore, e sono state riconosciute come estranee dal sistema immunitario che ha sfoderato tutte le proprie armi per eliminarle, proprio come avviene nel caso di una comune infezione. Rispetto alla chemioterapia tradizionale, l'immunoterapia - come viene definito l'uso del sistema immunitario per sconfiggere il tumore - presenta soprattutto il vantaggio di essere molto mirata e di riuscire quindi a colpire il bersaglio senza danneggiare le cellule sane.

Se sulla carta sembra tutto molto semplice, nella realtà l'impresa di "educare" il sistema immunitario è piuttosto ardua: la cellula tumorale infatti è spesso in grado di sfuggire alla risposta immunitaria e di spacciarsi per una cellula sana, oppure, in altri casi, le cellule del cancro sono così numerose da rendere insufficienti le normali risposte immunitarie. È dunque fondamentale studiare nei minimi dettagli il vaccino e la risposta necessaria per combattere il tumore, ma il tempo e le energie che quotidianamente i ricercatori come Di Nicola e colleghi dedicano alla loro missione stanno tracciando la via verso una immunoterapia dei tumori sempre più efficace.

Ricerca pubblicata su:
Blood

Titolo originale:
Vaccination with autologous tumor-loaded dendritic cells induces clinical and immunologic responses in indolent B-cell lymphoma patients with relapsed and measurable disease: a pilot study.

Data Pubblicazione:
01/2009

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