Uniti per garantire la stabilità del genoma

Grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori dell'IFOM di Milano sono stati identificati i dettagli del complesso meccanismo che garantisce che la replicazione del DNA avvenga senza danni o imprecisioni

Le cellule del nostro organismo si moltiplicano dando origine a cellule figlie, con lo stesso patrimonio genetico della cellula madre, ma perché ciò avvenga il DNA contenuto nella cellula deve essere "copiato". Questo processo, noto come replicazione, dà origine a due copie identiche del filamento di DNA che andranno a costituire il genoma delle due cellule figlie.

I ricercatori dell'IFOM, guidati da Dana Branzei, hanno focalizzato la loro attenzione su uno specifico aspetto del processo di replicazione: la riparazione del DNA in caso di danno. In ogni istante del proprio ciclo vitale, e soprattutto durante la replicazione del DNA, la cellula può infatti andare incontro a fenomeni che causano danni al patrimonio genetico, dovuti ad agenti chimico-fisici, a radiazioni, ma anche al normale metabolismo cellulare. Il DNA danneggiato, una volta trasmesso alle cellule figlie, accresce il rischio che queste ultime vadano incontro a gravi problemi tra i quali anche la trasformazione tumorale.

In genere, i danni al DNA vengono immediatamente riparati grazie all'azione combinata di molte molecole che hanno proprio il compito di identificare un errore e di ripristinare la situazione normale, ma può accadere che questi meccanismi si inceppino e che l'errore, di conseguenza, si trasmetta alle cellule figlie. Sumolazione e ubiquitinazione sono i nomi tecnici di due processi coinvolti nel mantenimento della stabilità del genoma e il lavoro svolto da Dana Branzei e dai suoi colleghi del Programma di Riparazione del DNA con il sostegno di AIRC ha messo in evidenza la stretta collaborazione tra i due eventi e la loro importanza nel coordinare gli enzimi che si occupano fisicamente di riparare il danno genomico.

"Grazie a sofisticate tecniche molecolari e genetiche abbiamo dimostrato come due distinti meccanismi molecolari siano perfettamente coordinati - afferma Dana Branzei - Una vera e propria task force di emergenza per garantire la stabilità del genoma". In futuro, grazie a questa scoperta che ha meritato la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Nature, si potrà mettere a punto un farmaco intelligente capace di stimolare questi due fenomeni.

Ricerca pubblicata su:
Nature

Titolo originale:
SUMOylation regulates Rad18-mediated template switch

Data Pubblicazione:
12/2008

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