Tumore al seno: scegliere la terapia più adatta

Le donne affette da tumore al seno hanno oggi a disposizione una gamma molto vasta di terapie per sconfiggere o controllare la malattia: radioterapia, chirurgia e numerose opzioni farmacologiche. I ricercatori aggiungono ogni giorno nuovi tasselli alla conoscenza dei meccanismi che regolano la crescita e la progressione del tumore e questo consente di scegliere la cura più adatta al singolo caso, ma la scelta rimane comunque molto difficile. Parlare in modo generico di tumore del seno, infatti, non ha un reale significato in termini pratici: il medico sceglierà un approccio terapeutico piuttosto che un altro in base a molteplici fattori tra i quali le caratteristiche cliniche e molecolari del tumore, lo stadio della malattia e, soprattutto, la paziente che ha di fronte.

Poiché le terapie utilizzate per la cura del tumore, non solo di quello mammario, portano spesso con sé gravi effetti collaterali, sapere se un farmaco sarà efficace per una determinata paziente è di primaria importanza.

In questa direzione si sono mossi i ricercatori dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, guidati da Alessandra Gennari, che hanno ripreso e analizzato globalmente i dati provenienti da diversi studi clinici pubblicati sull'efficacia delle antracicline, molecole usate nei casi di tumore del seno agli stadi iniziali.

Le antracicline costituiscono la scelta terapeutica standard per questo tipo di tumore e sono usate da decine di migliaia di donne in tutto il mondo. I ricercatori, finanziati anche da fondi AIRC, hanno valutato i dati relativi ad un totale di 5.354 donne e sono giunti alla conclusione che questa cura non è utile nelle pazienti con tumore del seno allo stadio iniziale che non producono una particolare proteina chiamata Her-2.

Her-2 risulta è infatti presente quantità maggiori del normale in alcune pazienti con carcinoma mammario e pare che solo per questo gruppo di pazienti l'utilizzo di antracicline porti ad una riduzione del rischio di decesso e di ricaduta.

Dal bilancio tra rischi e benefici risulta dunque inutile somministare un farmaco che ha, come tutte le chemioterapie, diversi effetti collaterali a persone per le quali, probabilmente, i benefici saranno minimi, se non nulli.

Ricerca pubblicata su:
Journal of the National Cancer Inst

Titolo originale:
HER2 status and efficacy of adjuvant anthracyclines in early breast cancer: a pooled analysis of randomized trials

Data Pubblicazione:
01/2008

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