Stop alle cellule resistenti ai farmaci

Tumore dell'ovaio: in arrivo una strategia promettente per sconfiggere la resistenza ai farmaci

Quando la chemioterapia per il tumore ovarico non funziona più, possiamo renderla nuovamente efficace" afferma Anna Bagnato, coordinatrice di una ricerca portata a termine nei laboratori romani dell'Istituto Regina Elena di Roma. Come spiega Laura Rosanò, principale autrice del lavoro pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research, è possibile agire su una sorta di interruttore molecolare, il recettore dell'endotelina A (ETAR), presente in quantità maggiori sulla superficie delle cellule tumorali che hanno acquisito la resistenza ai trattamenti.

Studiando cellule di tumore ovarico resistenti ai trattamenti chemioterapici coltivate in laboratorio, ma anche altri modelli sperimentali e tessuti prelevati da pazienti con la malattia, Rosanò e colleghi hanno osservato che in tutti i casi le cellule resistenti mostrano una maggior quantità di recettore sulla loro superficie. Il team di ricercatori è riuscito anche a fare luce sui meccanismi molecolari che inducono le cellule di carcinoma ovarico a resistere ai farmaci. La buona notizia è che un farmaco, già in fase di sperimentazione a livello internazionale, si è rivelato efficace nel riportare la cellula alle sue caratteristiche originali, ovvero a essere sensibile ai trattamenti.

Come spiegano gli autori, si tratta di un composto capace di bloccare in modo selettivo proprio il recettore dell'endotelina A. Se utilizzato insieme a paclitaxel e carboplatino - i farmaci più comuni per la cura del carcinoma ovarico - , tale composto permette di superare il problema della resistenza, uno dei principali responsabili del fallimento delle cure oncologiche attualmente a disposizione.

Ricerca pubblicata su:
Clinical Cancer Research

Titolo originale:
Acquisition of chemoresistance and EMT phenotype is linked with activation of the endothelin A receptor pathway in ovarian carcinoma cells.

Data Pubblicazione:
01/2011

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