Il social network del mieloma multiplo

Un gruppo di ricerca italo-inglese ha ricostruito la complessa rete di rapporti tra i geni che regolano il mieloma multiplo, creando uno strumento utile anche per predire l'esito della malattia

La biologia viaggia sempre più spesso sui binari dell'informatica, che permette ai ricercatori di studiare le cellule e le loro caratteristiche molecolari da un punto di vista molto diverso da quello tradizionale.

Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research e condotto da ricercatori di Milano, Modena e Londra che sono riusciti a ricostruire la rete di relazioni che unisce i geni coinvolti nel mieloma multiplo e a identificarne un gruppo ristretto, utile per conoscere la prognosi della malattia.

Come spiega il coordinatore della ricerca Antonino Neri (del Dipartimento di scienze mediche all'Università di Milano), sono già disponibili diversi "profili genetici" del mieloma multiplo, elenchi di geni che distinguono i pazienti sulla base delle caratteristiche del DNA. Tuttavia "salta subito all'occhio, che questi elenchi hanno pochi elementi in comune", continua Neri. "È necessario analizzare a fondo tali dati per arrivare a un risultato unico e condiviso e, soprattutto, indipendente dal tipo di tecnica utilizzata per gli esperimenti o dai pazienti inclusi nello studio".

Lo strumento utilizzato da Neri e colleghi per risolvere questo problema è informatico e si chiama ARACNe. "Si tratta di uno speciale procedimento di calcolo che permette di ricostruire le interazioni tra i geni" chiarisce Neri. Utilizzando questo procedimento automatico, i ricercatori hanno analizzato i dati di più di 1800 pazienti con mieloma multiplo (tutti già presenti in archivi pubblici e consultabili) e ricostruito la rete di rapporti tra i geni, individuando successivamente quelli più importanti in questa complessa ragnatela.

"La rete di rapporti tra i geni che regolano un processo biologico - nel nostro caso lo sviluppo e la progressione del mieloma multiplo - è molto simile a quella che si sviluppa nei social network oggi tanto diffusi" spiega Neri. Anche nelle reti biologiche si incontrano infatti dei "nodi" - geni che hanno un ruolo centrale, di leader - che si legano l'un l'altro attraverso geni di minor rilievo, ma comunque importanti per il buon funzionamento del processo. "Proprio studiando questi nodi e i geni che con essi hanno relazioni dirette (i cosiddetti neighbour o vicini) è stato possibile identificarne un ristretto gruppo con un ruolo critico nel tumore e, in seguito, individuare quelli che possono dare informazioni utili per determinare in anticipo la prognosi".

Nell'elenco dei geni importanti per il mieloma sono compresi alcuni già noti per avere un ruolo di primo piano nella malattia: una prima importante conferma della validità dei risultati ottenuti. "Le nuove tecniche informatiche e lo studio delle reti molecolari rappresentano strumenti eccezionali che si aggiungono alla biologia classica e che permettono di identificare nuovi candidati, geni o proteine, da utilizzare come bersaglio per lo sviluppo di nuovi farmaci mirati" conclude Neri.

Ricerca pubblicata su:
Clinical Cancer Research

Titolo originale:
The reconstruction of transcriptional networks reveals critical genes with implications for clinical outcome of multiple myeloma

Data Pubblicazione:
09/2011

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