Scoperto l’onco-giano, gene bifronte

I ricercatori dell'Università di Bologna hanno scoperto un gene che blocca lo sviluppo del cancro

Proprio partendo da questa eccezionale scoperta, il Corriere della sera riconosce ad AIRC l'importante ruolo di sostegno ai giovani ricercatori.

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Prende il nome dall'antico dio latino Giano, famoso per le sue due facce, il gene scoperto da un gruppo di giovani ricercatori dell'Università di Bologna: "l'onco-Giano" (che in realtà si chiama MTND1), che fino ad una certa quantità, nelle cellule tumorali, ne favorisce la diffusione. Al di sopra la inibisce.

Questa scoperta - che è stata possibile grazie al lavoro triennale di un gruppo affiatato di una decina di giovani studiosi tra i 25 e i 39 anni, sostenuto in gran parte da un finanziamento di AIRC - ha meritato la pubblicazione sulla rivista scientifica Cancer Research.

I ricercatori di Bologna sono riusciti a spiegare il meccanismo biochimico con cui il gene mutato, se abbondante, può arrestare la crescita dei tumori: si è scoperto che "l'onco-giano" è in grado di interferire con la capacità delle cellule tumorali di creare nuovi vasi sanguigni, che sono per loro vitali perché apportano ossigeno e glucosio senza i quali non potrebbero crescere e diffondersi.

Se si riuscirà a simulare per via farmacologica, o genetica, lo stesso effetto del gene mutato, sarà possibile soffocare lo sviluppo dei tumori, bloccando l'approvvigionamento dei "carburanti" con cui crescono.

Il prossimo passo sarà quindi rivolto allo sviluppo di possibili trattamenti terapeutici.

Ricerca pubblicata su:
Cancer Research

Titolo originale:
A mutation threshold distinguishes the anti- tumorigenic effects of the mitochondrial gene MTND1, an oncojanus function

Data Pubblicazione:
09/2011

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