Scoperto l’identikit delle staminali del seno

I tumori del seno non sono tutti uguali e secondo un gruppo di ricercatori milanesi la chiave di questa diversità dipende dalle cellule staminali presenti in essi.

Per conoscere a fondo le caratteristiche del tumore del seno bisogna conoscere le sue cellule staminali. Lo affermano i ricercatori di IFOM (Istituto FIRC di oncologia molecolare), IEO (Istituto europeo di oncologia) e Università degli studi di Milano, in base ai risultati di una loro ricerca recentemente pubblicata sulla rivista Cell.
Come nei tessuti normali, anche in quelli tumorali sono presenti cellule staminali che sono capaci di promuovere e sostenere la crescita del tessuto malato, fungendo da "riserva cellulare" per il tumore. "Sono loro le reali responsabili della nascita e dello sviluppo del cancro in quanto riescono a duplicarsi praticamente senza limiti" spiega Pier Paolo Di Fiore, scienziato IFOM e professore di Patologia generale all'Università degli studi di Milano che assieme a Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale presso il Campus IFOM-IEO, ha coordinato lo studio.

Strategie vincenti
Com'è nata questa ricerca? Abbiamo posto questa domanda a Salvatore Pece, uno degli autori principali dello studio finanziato con fondi AIRC. Ecco la sua risposta: "Spesso i meccanismi molecolari che sono alterati nei tumori sono gli stessi che regolano, in condizioni fisiologiche, le funzioni delle cellule staminali normali. Per questo abbiamo pensato che studiando la biologia queste cellule avremmo potuto conoscere meglio i meccanismi all'origine dei tumori".

Il primo passo del team milanese è stata l'invenzione di un metodo per isolare quantità sufficienti di cellule staminali dai tessuti normali. "Per identificare le staminali abbiamo usato una strategia di laboratorio che sfrutta una delle proprietà funzionali tipiche di queste cellule: il fatto di rimanere per lunghi periodi quiescenti, ossia 'a riposo' per quel che concerne la loro capacità di proliferare" spiega Pece. Ma come si fa in pratica? Si introduce nelle cellule un particolare colorante delle membrane cellulari che si accumula soltanto nelle cellule che non si dividono, come nel caso delle staminali, mentre si diluisce progressivamente nel corso delle normali divisioni cellulari delle loro cellule figlie.
In seguito all'identificazione delle cellule staminali tumorali attraverso tale colorazione è stato quindi possibile studiarne il profilo molecolare. Questo è il primo grande risultato ottenuto nei laboratori milanesi: la caratterizzazione dell'identità molecolare delle cellule staminali normali e l'individuazione di marcatori tipici delle staminali che a questo punto saranno più facili da riconoscere all'interno dei tessuti prelevati nel corso delle biopsie.

L'applicazione sul cancro
Confrontando poi il profilo dei tumori del seno con quello delle staminali normali, Pece e colleghi hanno scoperto che i tumori si dividevano in due gruppi. Il primo gruppo presentava caratteristiche molecolari simili alle staminali, ed era costituito da tumori scarsamente differenziati, che sono anche i più aggressivi e con prognosi peggiore; il secondo gruppo era formato da tumori ben differenziati e con prognosi migliore, piuttosto differenti dalle staminali dal punto di vista del profilo di espressione dei geni . La spiegazione di queste analogie o differenze molecolari nei due gruppi di tumori ancora una volta parte dalle cellule staminali: i tumori più aggressivi contengono infatti al loro interno un numero maggiore di cellule staminali tumorali. "Le differenze nel comportamento biologico, e quindi clinico, che osserviamo tra i diversi tipi di tumori del seno sono dovute proprio a queste cellule, così rare e difficili da scovare: se le cellule staminali tumorali sono più numerose il tumore è più aggressivo e la prognosi è peggiore" afferma Pece.
Questi risultati hanno anche importanti risvolti pratici per medici e pazienti: sulla base del contenuto in cellule staminali tumorali sarà possibile, da un lato, definire in modo più accurato le caratteristiche biologiche e prevedere l'evoluzione clinica del tumore, dall'altro, sarà possibile disegnare strategie terapeutiche più conformi al tipo di malattia di ogni paziente. "Inoltre conoscere meglio le cellule staminali tumorali e i meccanismi molecolari che ne regolano il comportamento patologico permetterà di sfruttarle come nuovi bersagli terapeutici per farmaci capaci di eliminare finalmente la malattia alla radice" conclude Salvatore Pece.

Ricerca pubblicata su:
Cell

Titolo originale:
Biological and molecular heterogeneity of breast cancers correlates with their cancer stem cell content

Data Pubblicazione:
01/2010

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