Quando i geni ci aiutano a determinare la prognosi

Individuare con certezza la prognosi o capire come il singolo individuo risponderà al trattamento sono due sfide importanti che possono essere vinte grazie alle informazioni che ci arrivano dai geni

Non tutti i tumori sono uguali e non tutte le persone reagiscono allo stesso modo ai trattamenti: ecco perché prima di iniziare una terapia è importante analizzare i singoli casi e cercare di stabilire quali sono le probabilità di successo, anche per non somministrare inutilmente cure a volte cariche di effetti collaterali.

Un gruppo di ricercatori di Bologna, che ha focalizzato la propria attenzione sul sarcoma di Ewing, è riuscito a identificare nuovi criteri che possono aiutare i medici a individuare i pazienti ad alto o basso rischio (ovvero quelli con prognosi cattiva o buona) e a scegliere la terapia più adatta caso per caso.

In particolare, Katia Scotlandi e colleghi hanno studiato i fattori molecolari che determinano la risposta del sarcoma di Ewing alla chemioterapia analizzando come sono espressi i geni del tumore, ovvero quali e quante proteine sono prodotte.

Secondo i dati della ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Oncology e sostenuta da AIRC, il gene MGST1 è uno dei fattori principali: in base al suo livello di espressione è infatti possibile determinare se la prognosi sarà buona o meno e inoltre la sua presenza è associata alla resistenza alla doxorubicina, un farmaco utilizzato nel trattamento del sarcoma di Ewing.

Queste informazioni possono rivelarsi molto utili al momento della diagnosi poiché permettono di individuare sin da subito le persone che non risponderanno alla terapia normalmente utilizzata, ma sono anche il punto di partenza per altre interessanti scoperte.

Una volta identificati i meccanismi che determinano il decorso della malattia e la resistenza a un farmaco è infatti possibile cercare vie alternative di trattamento, come hanno fatto i ricercatori bolognesi che hanno studiato l'efficacia di un nuovo farmaco anticancro chiamato NBDHEX per questo tipo di tumore. Il farmaco blocca proprio l'attività della famiglia di molecole chiamate GST, della quale fa parte anche il gene MGST1 messo in luce dallo studio. Per il momento il farmaco è stato sperimentato solo sul bancone del laboratorio, ma per il futuro potrebbe rappresentare una nuova ed efficace possibilità terapeutica.

Ricerca pubblicata su:
J Clin Oncol.

Titolo originale:
Overcoming resistance to conventional drugs in Ewing sarcoma and identification of molecular predictors of outcome

Data Pubblicazione:
05/2009

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