Una proteina svela se il nodulo alla tiroide è maligno

La galectina 3 è una sostanza presente solo nelle cellule tiroidee alterate biologicamente ed in quelle già francamente maligne. Lo ha scoperto un gruppo italiano e ciò consentirà di fare diagnosi più precise e di evitare interventi chirurgici inutili sulla ghiandola tiroide

Secondo i risultati ottenuti dai ricercatori del Gruppo di studio italiano per il tumore della tiroide (ITCSG), una proteina nota come galectina 3 potrebbe aiutare i medici a determinare se un nodulo tiroideo è maligno o benigno.
Nonostante la presenza di noduli alla tiroide sia molto comune nella popolazione adulta, non esistono criteri precisi per distinguere i noduli a struttura follicolare benigni (iperplasia e adenoma) da quelli maligni (veri e propri carcinomi) e di conseguenza si tende a rimuovere chirurgicamente gran parte delle lesioni nodulari tiroidee più per problemi diagnostici che per reale necessità terapeutica, praticando interventi di asportazione della tiroide parziali o totali. Una volta rimossa la tiroide, il paziente è costretto ad assumere farmaci per rimpiazzare gli ormoni che la ghiandola normalmente produce. L'esame istologico effettuato sulle tiroidi asportate chirurgicamente mostra infatti che solo il 10-15 per cento circa dei noduli asportati è realmente maligno. Ecco perché è molto importante trovare dei metodi diagnostici pre-operatori che permettano di capire se la ghiandola tiroide deve necessariamente essere rimossa oppure no.

I progressi continui nella tecnica dell'agoaspirato (cioè il prelievo di cellule dal nodulo mediante un sottile ago inserito attraverso il collo) hanno permesso di rendere più accurate le diagnosi sulle lesioni nodulari tiroidee, ma i limiti sono ancora molti. Nel loro studio, reso possibile anche da finanziamenti AIRC, Armando Bartolazzi e colleghi hanno dimostrato la presenza di galectina 3 nelle cellule tiroidee maligne ottenute per ago-aspirazione, e l'assenza di questa molecola nelle cellule tiroidee normali o di pertinenza di lesioni benigne.

Lo studio prospettico effettuato su circa 560 pazienti ha dimostrato che quasi il 90 per cento delle diagnosi di malignità basate sul test alla galectina 3 sono state confermate anche dall'esame istologico post-operatorio, mentre le cellule tiroidee galectina-3 negative appartenevano quasi invariabilmente a noduli benigni. Questo indica che il test diagnostico messo a punto è attendibile ed è in grado di identificare in maniera corretta la natura dei noduli nella maggior parte dei casi.
"Il test non può sostituire l'ago aspirato" affermano gli autori dello studio "ma dovrebbe affiancarlo nei casi in cui la diagnosi è incerta in modo da poter evitare interventi chirurgici non realmente necessari".

Ricerca pubblicata su:
Lancet Oncology

Titolo originale:
Galectin-3-expression analysis in the surgical selection of follicular thyroid nodules with indeterminate fine-needle aspiration cytology: a prospective multicentre study.

Data Pubblicazione:
08/2008

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