Più efficienti e sicuri i trapianti di midollo

L'approccio terapeutico consistente nel trapianto di midollo dopo chemioterapia ad alte dosi ha reso possibile la guarigione di molti pazienti leucemici. Tuttavia, anche oggi il trapianto ha qualche difficoltà soprattutto nella scelta del donatore. È infatti possibile in molti casi un trapianto autologo che però è meno efficace di un trapianto allogenico, ossia da donatore estraneo ma compatibile, così da venire accettato. In quest'ultimo caso vi è un problema: il midollo estraneo trapiantato a sua volta può aggredire l'ospite che lo riceve causando una patologia chiamata GVHD, responsabile di gravi danni al paziente.

Si è visto che l'eliminazione di una sottopopolazione particolare dalle cellule midollari da trapiantare elimina il rischio di questa aggressione, ma contemporaneamente diminuisce l'efficacia della terapia.
Lo studio del gruppo del dottor Andrea Velardi di Perugia ha indicato come mantenere tra donatore e ricevente certe incompatibilità che danno la massima efficacia terapeutica, senza provocare la GVHD. Un risultato che renderà sempre più efficienti e sicuri i trapianti di midollo per curare la leucemia.

Ricerca pubblicata su:
Science

Titolo originale:
Effectiveness of Donor Natural Killer Cell Alloreactivity in Mismatched Hematopoietic Transplants

Data Pubblicazione:
03/2002

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