Un nuovo bersaglio per il vaccino anticancro

Il recettore CD36 è un buon obiettivo per una terapia innovativa che stimola la risposta immunitaria contro i tumori

Come funzionano i vaccini contro il tumore? Essenzialmente si tratta di riuscire a individuare delle molecole particolari (antigeni) presenti sulla superficie delle cellule tumorali e di fare in modo che la risposta del sistema immunitario venga indirizzata contro di esse.

Elisa Tagliani del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia di Trieste, in collaborazione con un gruppo di ricerca internazionale, ha recentemente identificato un nuovo potenziale bersaglio per le strategie di immunoterapia: un recettore, noto come CD36, presente sulla membrana di alcune cellule dendritiche.
Le cellule dendritiche, sulle quali si è focalizzato il lavoro di Tagliani e colleghi, sostenuto anche dal contributo AIRC, sono particolari cellule del sistema immunitario, tra le prime a intervenire in risposta all'invasione da parte di agenti esterni, quali per esempio virus e batteri, ma anche al tumore.

Queste cellule non sono tutte uguali: sulla loro superficie possono essere presenti diverse molecole e proprio queste differenze determinano il tipo e l'efficacia della risposta immunitaria.
Con una particolare tecnica che permette di osservare migliaia di molecole in una sola volta, il gruppo di ricercatori ha identificato, e in seguito caratterizzato, un frammento di DNA in grado di legarsi meglio degli altri al recettore CD36 e di indurre una risposta protettiva a lungo termine contro il tumore. Quanto emerso da questa ricerca costituisce un passo avanti verso la creazione di una efficace terapia anticancro basata sulla vaccinazione.

Ricerca pubblicata su:
J Immunol

Titolo originale:
Selection of an Antibody Library Identifies a Pathway to Induce Immunity by Targeting CD36 on Steady-State CD8{alpha}+ Dendritic Cells.

Data Pubblicazione:
03/2008

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