Legge antifumo e salute: quando l’unione fa la forza

L'entrata in vigore nel 2005 della legge che proibisce il fumo nei locali pubblici e nei posti di lavoro (pubblici o privati) ha avuto come conseguenza una notevole diminuzione della percentuale di fumatori e di ricoveri ospedalieri per infarto

Il fumo, respirato direttamente dalla propria sigaretta (o indirettamente perché ci si trova vicino a fumatori) è una delle cause note per lo sviluppo dei tumori. Nel gennaio del 2005, l'Italia ha promulgato una legge che vieta il fumo in tutti i locali pubblici e nei locali adibiti al lavoro, siano essi pubblici o privati. Uno studio dell'Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con l'Università di Milano, l'Istituto Superiore di Sanità di Roma e l'Istituto DOXA (che si occupa di sondaggi) ha analizzato l'impatto che questa legge ha avuto sull'abitudine al fumo.

I risultati di questa analisi, finanziata anche dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, dimostrano che, a distanza di quasi tre anni dall'entrata in vigore della legge anti-fumo, il numero di italiani fumatori è diminuito passando dal 26% nel 2004 al 24% nel 2007. Mai la percentuale di fumatori in Italia era stata così bassa negli ultimi 50 anni e tutto questo ha avuto un effetto praticamente immediato sulla salute: infatti insieme al numero di fumatori è diminuito anche il numero di ricoveri ospedalieri per infarto.

Per vedere gli effetti sull'incidenza del tumore al polmone ci vorranno, però, ancora molti anni: il cancro si sviluppa infatti molto lentamente, dopo anni di alterazioni indotte dalla pessima abitudine di fumarsi una sigaretta.

Ricerca pubblicata su:
Preventive Medicine

Titolo originale:
Smoking in Italy 2005-2006: Effects of a comprehensive National Tobacco Regulation

Data Pubblicazione:
09/2007

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