La carta d'identità molecolare della leucemia

L'Istituto di Ematologia dell'Università di Perugia ha definito con l'utilizzo di nanotecnologie (chips a DNA) la "carta di identità molecolare" della leucemia "a cellule capellute",identificando 89 geni specifici della malattia. 

Il gruppo diretto dal professor Brunangelo Falini, del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Perugia, ha messo a punto un anticorpo monoclonale diretto contro il prodotto di uno di questi 89 geni, l'Annessina A1 (ANXA1). L'anticorpo è stato usato, in questo caso, come test diagnostico, in grado di distinguere la leucemia a cellule capellute dalle altre forme di leucemie dei linfociti B, con una specificità pari al 100 per cento (ovvero non dà luogo a risultati falsamente positivi).

«È spesso difficile distinguere tra la leucemia "a cellule capellute" e altre forme di leucemie dei linfociti B che pure mostrano un aspetto "capelluto" », spiega Brunangelo Falini. «Il test messo a punto dal gruppo di Perugia consente di fare una diagnosi molto più precisa di quanto si poteva fare finora. In particolare, siamo ora capaci di distinguere la forma classica della leucemia "a cellule capellute" dalla forma variante e dal linfoma della milza con linfociti villosi. Può sembrare un preziosismo di laboratorio, ma non lo è: queste ultime due forme, per esempio, rispondono poco alle cure che invece sono efficaci nella forma classica, e quindi una diagnosi immediata e sicura consente di intervenire con maggiori possibilità di cura, diversificando il trattamento».

«È un classico esempio», conclude Falini, «di come le informazioni generate attraverso le nanotecnologie possano essere tradotte rapidamente in un test di utilità clinica».

Ricerca pubblicata su:
The Lancet Oncology

Titolo originale:
Simple diagnostic assay for hairy cell leukaemia by immunocytochemical detection of annexin A1 (ANXA1)

Data Pubblicazione:
06/2004

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