Il gene traditore

È anche colpa sua se a volte le cure non funzionano. Disattivarlo è un modo per migliorarne l'efficacia

Un gruppo di ricercatori che lavora presso il Campus IFOM-IEO ha scoperto un gene che è in grado di proteggere le cellule tumorali dalla chemioterapia e quindi di far fallire le cure. Si chiama NEK11 e, una volta disattivato, rende le cellule tumorali più deboli e facilmente vulnerabili alle terapie. Si tratta quindi di un nuovo bersaglio terapeutico contro il quale mettere a punto un farmaco che consenta di evitare il fenomeno della resistenza ai chemioterapici. Lo studio, realizzato in collaborazione con l'università di Copenhagen, è stato pubblicato sulla rivista Nature Cell Biology nel corso del mese di ottobre.

La coordinatrice dello studio è Marina Melixetian e il lavoro è stato condotto in collaborazione con Kristian Helin e Claus Storgaard Sørensen del BRIC (Biotech Research and Innovation Centre) dell'Università di Copenhagen. Il gene identificato sembra proteggere i tumori anche dagli effetti delle radioterapie. Durante la replicazione della cellula intervengono infatti diversi meccanismi sofisticati di controllo (i cosiddetti checkpoint) che fermano la duplicazione della stessa e verificano la presenza di danni per permettere poi agli enzimi specifici di innescare eventualmente la fase di riparazione e, quindi, di procedere con il corretto svolgimento del ciclo cellulare. Il meccanismo di checkpoint attivato da NEK11 interviene non solo nelle cellule sane ma anche - e in modo più consistente - nelle cellule tumorali. In queste ultime è complice della progressione stessa della malattia perché aiuta la cellula a sopravvivere.

Lo studio ha dimostrato infatti che NEK11 risulta sovraespresso (cioè eccessivamente attivo) nelle cellule tumorali proprio perché queste, avendo come caratteristica la capacità di proliferare in modo incontrollato, ne fanno un uso più massiccio per poter sopravvivere e moltiplicarsi.

"Abbiamo scoperto questo ruolo cruciale di NEK11 tramite l'analisi di 8 mila geni" precisa Marina Melixetian. " Abbiamo anche osservato che inibendo NEK11 le cellule tumorali sono più sensibili al danno al loro DNA. Quindi in sua assenza risulta più efficace l'effetto di chemioterapia e radioterapia".

Il prossimo passo sarà proprio riuscire a trovare un inibitore specifico che disattivi solo ed esclusivamente questo gene per somministrarlo in associazione alle terapie tradizionali.

Ricerca pubblicata su:
Nature Cell Biology

Titolo originale:
NEK11 regulates CDC25A degradation and the IR-induced G2/M checkpoint

Data Pubblicazione:
09/2009

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