Farmaci a intermittenza per evitare le resistenze

Contro la leucemia mieloide cronica arriva da Bologna un suggerimento per sfruttare al massimo gli effetti positivi dei farmaci comunemente utilizzati nella terapia

Nella terapia dei tumori spesso un grande problema è rappresentato dagli effetti collaterali del farmaco e dalla capacità delle cellule cancerose di diventare resistenti al trattamento.

Un gruppo di ricercatori bolognesi guidati da Giovanni Martinelli ha scoperto che modificando i tempi e i modi di somministrazione dei farmaci è possibile limitare gli effetti collaterali ed evitare che la cellula, dopo qualche tempo, diventi insensibile alla terapia.

In particolare, Martinelli e colleghi hanno rivolto la loro attenzione alla leucemia mieloide cronica, un tumore del sangue che fino a poco tempo fa era considerato incurabile, ma che oggi in molti casi si trasforma in malattia cronica grazie alla disponibilità di nuovi farmaci intelligenti. Il primo in ordine di apparizione in clinica è stato l'anticorpo monoclonale imatinib, che è stato poi affiancato da altri due anticorpi (dasatinib e nilotinib), utilizzati nei casi in cui il tumore non risponde o il farmaco non è tollerato dalla persona. Si tratta di anticorpi che bloccano molecole note come tirosin-chinasi; sono mirati, dunque, contro un bersaglio preciso e sono spesso efficaci, ma non privi di effetti collaterali e capaci di evitare che le cellule diventino resistenti.

Secondo quanto osservato da Martinelli e colleghi, una buona strategia per limitare questi due aspetti negativi consiste nel modificare i tempi e i modi del trattamento: non più una terapia continua e prolungata, ma una "intermittente", che blocchi la molecola bersaglio in modo non continuo.

"Questo tipo di sommnistrazione" spiegano gli autori "permette di preservare l'efficacia teapeutica del farmaco e di ridurre gli effetti collaterali". I risultati della ricerca, sostenuta anche da fondi AIRC, sono importanti per chi soffre di leucemia mieloide cronica, ma possono avere anche ripercussioni su molti altri tipi di tumore dal momento che la maggior parte dei farmaci impiegati nelle terapie oncologiche induce le cellule a diventare resistenti.

Ricerca pubblicata su:
NCBI

Titolo originale:
Intermittent targeting as a tool to minimize toxicity of tyrosine kinase inhibitor therapy

Data Pubblicazione:
02/2009

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