In coppia con il guardiano del genoma per bloccare il cancro

Grazie al lavoro congiunto di ricercatori italiani e olandesi è stata identificata una proteina che aiuta a frenare la crescita delle cellule tumorali collaborando con la più nota proteina p53, baluardo di difesa delle cellule contro il cancro

I ricercatori la conoscono con il nome Brd7, ma le funzioni di questa proteina sono ancora poco note. Fino a ieri si sapeva solo che è coinvolta nei meccanismi che modellano e rendono dinamico il patrimonio genetico delle cellule. Ora il lavoro coordinato dall'italiano Giannino Del Sal e dall'olandese Reuven Agami ne ha chiarito il ruolo nello sviluppo del cancro.

Dai risultati della ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Cell Biology emerge infatti che Brd7 lavora in stretta collaborazione con p53, una proteina che da 30 anni è al centro dell'attenzione degli scienziati di tutto il mondo per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo dei tumori: grazie a questo oncosoppressore (un gene che blocca l'insorgenza del cancro) le nostre cellule sono protette dai danni al DNA che le porterebbero a diventare maligne e a dare il via alla formazione di un tumore.

Brd7 è dunque un partner di p53: insieme le due proteine si legano al DNA e attivano i programmi genetici che bloccano la proliferazione delle cellule evitando che queste si moltiplichino senza freno e diano origine al tumore. Grazie a Brd7, p53 diventa più potente nella sua azione di "guardiano del genoma" e può lavorare al meglio per proteggere la cellula.

Risultati pratici
L'importanza dei risultati ottenuti da questo studio finanziato anche da AIRC salta all'occhio se si pensa che p53 è mutata o non funziona bene in circa la metà dei tumori umani, anche se non mancano i casi in cui p53 è normale e la trasformazione tumorale avviene lo stesso, probabilmente per qualche problema nei meccanismi che regolano l'azione dell'oncosoppressore. "A oggi non sono ancora noti tutti i partner che collaborano con p53" afferma Giannino Del Sal, responsabile dell'Unità di oncologia molecolare dell'LNCIB e professore di biologia cellulare presso l'Università degli studi di Trieste. "Per questo motivo la scoperta che Brd7 gioca in squadra con p53 aiutandola a fare meta aggiunge una tessera al complesso mosaico rappresentato dai circuiti di molecole che stanno attorno a questo fattore". Tra l'altro gli autori dello studio hanno osservato che spesso nel tumore del seno umano con p53 normale, Brd7 manca o è presente a livelli molto bassi e che, senza tale proteina, le cellule vanno incontro a trasformazione tumorale e crescono più velocemente: ulteriori conferme dell'importante ruolo ricoperto da questo nuovo "collaboratore" di p53.

Come spiega Del Sal, questa scoperta potrebbe avere in futuro importanti ricadute pratiche, favorendo in particolare diagnosi migliori e più dettagliate dal punto di vista molecolare e consentendo di mettere a punto terapie capaci di riattivare Brd7 e potenziare l'azione di p53.

Ricerca pubblicata su:
Nat Cell Biol.

Titolo originale:
BRD7 is a candidate tumour suppressor gene required for p53 function

Data Pubblicazione:
03/2010

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