Un gruppo di ricercatori
napoletani ha scoperto come alcune cellule del sistema immunitario
favoriscano la crescita e la diffusione del carcinoma papillare
della tiroide
Dovrebbero difendere l'organismo dalle malattie ma talvolta si
fanno ingannare dai tumori: sono i mastociti, cellule immunitarie
che derivano dal midollo osseo. Nei carcinomi della tiroide, per
esempio, aiutano le cellule tumorali a crescere e a diffondersi nei
tessuti vicini. Questa scoperta, che sottolinea ancora una volta la
stretto legame tra cancro e sistema immunitario, è il frutto del
lavoro di un gruppo di ricercatori napoletani guidati da Rosa
Marina Melillo, recentemente pubblicato sulla rivista Oncogene.
Analizzando circa 100 carcinomi papillari della tiroide e 14
tessuti tiroidei sani, Melillo e colleghi hanno scoperto che i
mastociti sono molto più numerosi nella tiroide tumorale che in
quella sana e che proprio da loro dipende l'aumento della capacità
del tumore di diffondersi, sopravvivere e crescere. Maggiore è il
numero di mastociti presenti a livello del tumore, maggiore è la
possibilità che la malattia oltrepassi la capsula che circonda la
tiroide e si diffonda ai linfonodi.
"Il carcinoma papillare della tiroide" spiega Melillo "è un tumore
che in genere risponde bene alle terapie e ha una buona prognosi,
ma nel 10 per cento dei casi si può ripresentare dopo le cure,
diventare resistente ai trattamenti e generare metastasi in altri
organi". I ricercatori in questo studio hanno chiarito anche alcuni
dei meccanismi che regolano il rapporto tra cellule tumorali
tiroidee e mastociti. In pratica: le cellule tumorali tiroidee
producono sostanze che "attivano" e attirano i mastociti verso il
tumore stesso, in seguito queste cellule immunitarie producono
istamina e sostanze chiamate chemochine in grado di aiutare il
tumore a crescere e dare origine a metastasi.
"Il sostegno al tumore e alla sua diffusione dipende anche
dall'angiogenesi, cioè dalla formazione di nuovi vasi che portano
nutrimento alle cellule tumorali e, in base a risultati ottenuti in
sistemi sperimentali, l'angiogenesi e la crescita tumorale possono
essere interrotte utilizzando un farmaco capace di bloccare i
mastociti" chiarisce Melillo. Le scoperte dei ricercatori
napoletani sono molto importanti a livello pratico perché
suggeriscono nuove strategie per la cura del carcinoma papillare
della tiroide.