Progressi della ricerca AIRC

Una selezione dei risultati pubblicati negli ultimi mesi dai ricercatori finanziati da AIRC sulle riviste scientifiche internazionali.

Progressi AIRC

Un nuovo bersaglio per il pancreas

Il carcinoma del pancreas richiama verso di sé una serie di cellule del sistema immunitario, tra cui i macrofagi, che danno origine a una forte reazione infiammatoria. "Queste cellule producono molecole che, di fatto, aiutano il tumore, nascondendolo alla vista di altre cellule del sistema immunitario, come i linfociti T, che sarebbero invece predisposte ad attaccarlo" spiega Emilio Hirsch del Dipartimento di biotecnologie molecolari dell'Università di Torino. Insieme a Francesco Novelli ha provato a chiarire i meccanismi attraverso i quali i globuli bianchi inattivano la loro risposta antitumorale, concentrandosi su una molecola, la fosfoinositide 3-chinasi di tipo gamma (PI3K gamma). "Abbiamo lavorato con topi modificati in modo che fossero privi di PI3K gamma" racconta Novelli. L'effetto è stato significativo: nei topi privi di tale molecola, i tumori si sviluppavano molto meno velocemente e le terapie standard erano più efficaci. PI3K gamma è quindi un nuovo promettente bersaglio terapeutico per farmaci mirati.

Fonte: Cancer Discovery

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Ercole contro il tumore

Lo studio Heracles, pubblicato su Lancet Oncology è parte di un Programma 5 per mille finanziato da AIRC presso l'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo (Livio Trusolino, Andrea Bertotti, Alberto Bardelli e Silvia Marsoni) e presso l'Ospedale Niguarda di Milano (Salvatore Siena). Offre nuove prospettive di cura a pazienti con tumore metastatico al colon caratterizzato da una mutazione del gene HER2 e refrattari al trattamento standard con farmaci biologici. Nella sperimentazione appena conclusa sono stati trattati 27 ammalati con una combinazione di due farmaci diretti specificamente contro il bersaglio HER2 nel tumore. Nella metà dei casi i tumori hanno smesso di crescere e nell'altra metà sono regrediti. In un paziente la massa tumorale è completamente scomparsa ormai da tre anni e mezzo. La sopravvivenza di queste persone già trattate più volete, con malattia avanzata, è di solito inferiore a tre mesi, mentre oltre la metà dei pazienti nella sperimentazione Heracles sta ancora bene dopo nove mesi.

Fonte: Lancet Oncology

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Anticorpi bandierina

Uno studio dell'IEO di Milano, pubblicato su Nature Medicine, dimostra che alcuni anticorpi monoclonali inducono la morte del tumore, ma anche l'individuazione delle cellule uccise dal sistema immunitario che si attiva contro il tumore. "Si sa da tempo che anticorpi che bloccano l'interazione tra una cellula tumorale e un fattore di crescita, e che sono normalmente usati nella pratica clinica, come il cetuximab, portano alla morte della cellula tumorale" spiega Maria Rescigno, direttore del programma di immunoterapia. "Tuttavia non si sapeva che alcuni anticorpi inducono nelle cellule tumorali una morte che le rende visibili al sistema immunitario. Questo tipo di morte, che viene chiamata immunogenica, permette al sistema immunitario di riconoscere le cellule tumorali e di iniziare una risposta specifica che consente di eliminare anche cellule che non sono morte". I risultati permettono di identificare i pazienti in cui gli anticorpi hanno maggiori probabilità di successo.

Fonte: Nature Medicine

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Ultimo aggiornamento sabato 1 ottobre 2016.

Redazione

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