Domande e risposte

Domande e risposte sulla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori e sul mondo della ricerca oncologica.

domande e risposte

 

È vero che gli ormoni per la cura del tumore al seno possono aumentare il rischio di osteoporosi?

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Un piccolo rischio esiste ed è legato al fatto che le terapie ormonali adiuvanti, utilizzate cioè per evitare che il tumore ritorni dopo il trattamento, riducono i livelli di estrogeni e questo porta inevitabilmente a un impoverimento della struttura ossea. È un fenomeno analogo a quanto succede con la menopausa. La buona notizia è che le terapie per contrastare l'arrivo precoce dell'osteoporosi ci sono e hanno un'efficacia universalmente riconosciuta. E per le donne che assumono terapia ormonale a base di inibitori dell'aromatasi, è importante sapere che l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha riconosciuto che il rischio di frattura, in questo caso, è particolarmente alto e di conseguenza ha stabilito che i trattamenti per preservare le ossa sono rimborsabili sin dall'inizio e per tutta la durata di tale terapia, senza bisogno di esami o di diagnosi di frattura.

 

Un intervento all'utero ha provocato linfedema alle gambe. Cosa fare?

Il linfedema è un accumulo anomalo di linfa legato a un problema nella circolazione linfatica. Si verifica a livello degli arti dopo la rimozione dei linfonodi. Può accadere nel braccio in caso di carcinoma mammario, mentre nei tumori ginecologici vengono talvolta asportati i linfonodi inguinali con rischio di linfedema alle gambe. L'esercizio fisico regolare è senza dubbio importante per ridurre il rischio e aiutare la circolazione linfatica, ma bisogna fare anche attenzione alle infezioni, che aumentano in chi soffre di linfedema. È fondamentale in questi casi proteggere la pelle delle gambe dal sole e da eventuali tagli o ferite: meglio indossare sempre calze per evitare la formazione di vesciche e non camminare a piedi nudi, ma scegliere scarpe comode, in pelle o in tessuto piuttosto che in materiale plastico. Attenzione anche alla pulizia della pelle e alla sua idratazione, fondamentale per non aprire la porta a batteri e virus.

 

PET e TC. Qual è la differenza?

La tomografia computerizzata (TC) e quella a emissione di positroni (PET) sono due esami utilizzati per definire meglio la diffusione della malattia, ma sono profondamente diversi per quanto riguarda il tipo di informazioni che permettono di ottenere. La TC si basa sull'utilizzo dei raggi X per generare immagini degli organi elaborate al computer. La PET sfrutta invece un composto (in genere glucosio radioattivo) che viene incorporato nelle cellule e può essere visto da uno speciale scanner. La TC genera informazioni di tipo morfologico, ovvero sulla forma degli organi, mentre la PET genera informazioni funzionali, cioè ci dice come funzionano le cellule. Con la PET, le cellule che risultano più "luminose" sono quelle che hanno incorporato più materiale radioattivo e che hanno quindi un metabolismo più veloce, come le cellule tumorali.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 1 giugno 2016.

Redazione

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