Progressi della ricerca AIRC

Una selezione dei risultati pubblicati negli ultimi mesi dai ricercatori finanziati da AIRC sulle riviste scientifiche internazionali.

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Endotelio invasore

Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Candiolo (Torino) guidati da Luca Primo, ha studiato il ruolo dei podosomi (piccole strutture che mantengono attaccate tra loro le cellule) in campioni di tessuto tumorale umano e ha scoperto che i podosomi dell'endotelio hanno un ruolo nella disseminazione della malattia. L'endotelio è lo strato cellulare che riveste la parete interna dei vasi. In seguito alla produzione di fattori di crescita tumorali, i podosomi dei vasi presenti nel tumore si organizzano in strutture chiamate "rosette" capaci di distruggere la membrana basale su cui poggia l'endotelio stesso, permettendo così alla cellula di invadere il tessuto circostante. Il tumore promuove anche la crescita di nuovi vasi, un fenomeno chiamato angiogenesi, che garantisce all amassa tumorale il nutrimento necessario alla sua crescita abnorme. La scoperta è stata pubblicata su Nature Cell Biology

Fonte: Nature Cell Biology

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L'interrutore del neuroblastoma

Tra i piccoli frammenti di RNA, detti microRNA, che svolgono nella cellula funzioni di regolazione, miR34a è particolarmente prezioso: blocca l'attività di geni che favoriscono lo sviluppo di vari tumori solidi come i carcinomi del polmone, del pancreas, del colon-retto e della mammella. I ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, coordinati da Massimo Zollo e sostenuti da AIRC, si sono focalizzati su un tumore pediatrico aggressivo del sistema nervoso, il neuroblastoma. I ricercatori napoletani hanno modificato geneticamente le cellule di neuroblastoma in modo da studiare dettagliatamente il fenomeno. Grazie a sofisticate analisi bioinformatiche effettuate da un team di scienziati belgi, hanno identificato di oltre cento nuove proteine, fino ad oggi sconosciute, la cui espressione varia in seguito all'accensione di miR34a.

Alla luce di questi dati sarà ora più facile sfruttare il potenziale terapeutico di questo microRNA bloccando l'azione delle proteine su cui agisce.

Fonte: Molecular and Cellular Proteomics

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Il numero dei guariti

Un quarto della popolazione italiana cui è stato diagnosticato un tumore tra il 1985 e il 2005 ha oggi la stessa aspettativa di vita di chi non si è mai ammalato. È quindi ufficialmente guarita. È quanto emerge da uno studio che il Centro di riferimento oncologico di Aviano, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, ha condotto su oltre 800.000 pazienti italiani, pubblicato su Annals of Oncology. Per dare una risposta basata sui numeri alle domande "quanti sono i pazienti guariti dal tumore?" e "quanti anni devono trascorrere dalla diagnosi perché un paziente possa ritenersi guarito?, gli epidemiologi hanno utilizzato tra i primi al mondo nuovi modelli matematici. Nell'80 per cento dei casi di tumore del colon-retto la causa di morte non è il tumore e il malato può dirsi guarito dopo circa otto anni dalla diagnosi. Oltre il 70 per cento di donne con cancro del seno non morirà a causa della malattia, ma occorreranno quasi 20 anni affinché le pazienti recuperino un'attesa di vita simile alle non ammalate. Per il tumore della prostata, la percentuale degli uomini che non morirà a causa della malattia supera il 60 per cento. Per altri tumori (testicolo, tiroide), il paziente si può considerare libero dalla malattia in meno di cinque anni.

Fonte: Annals of Oncology

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Ultimo aggiornamento giovedì 1 gennaio 2015.

Redazione

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