Progressi della ricerca AIRC

Una selezione dei risultati pubblicati negli ultimi mesi dai ricercatori finanziati da AIRC sulle riviste scientifiche internazionali.

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Un nuovo gene da tenere d'occhio

Ad aumentare il rischio di ammalarsi di tumore al seno non sono solo i geni BRCA 1 e 2, i più noti e indagati, ma anche il gene PALB2. Lo dice uno studio internazionale a cui hanno contribuito sia l'INT sia l'IFOM di Milano, sotto la supervisione rispettiva di Paolo Radice e di Paolo Peterlongo. Studiando famiglie con alta prevalenza di questo tumore, i ricercatori hanno scoperto che la presenza di mutazioni in PALB2 porta, sotto i 40 anni, a un rischio relativo di ammalarsi otto-nove volte maggiore rispetto al resto della popolazione e di sei-otto volte tra i 40 e i 60 anni. Oltre questa età il rischio scende, ma è pur sempre cinque volte superiore a quello della popolazione generale. La presenza del gene non significa certezza di ammalarsi ma potrebbe essere utile per prescrivere controlli più serrati

Fonte: New England Journal of Medicine

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Tumori alle vie biliari, partiamo dai geni

Un team di scienziati, guidati da Aldo Scarpa e Giampaolo Tortora dell'Università degli studi di Verona, ha identificato i geni la cui mutazione è responsabile dell'insorgenza di gran parte dei tumori delle vie biliari. La scoperta potrà consentire di classificarli meglio e di studiare possibili terapie mirate.

Fonte: Nature Genetics

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Il punto debole del cancro del colon

Tra le cause genetiche del tumore al colon c'è la mutazione di un gene, chiamato APC. Il modo in cui questo difetto scateni la trasformazione tumorale non era finora conosciuto. La questione si è chiarita grazie ai risultati della ricerca condotta da un gruppo di scienziati dell'Università di Padova guidato da Stefano Piccolo. Al cuore di tali meccanismi, due geni, YAP e TAZ, che vengono attivati quando viene mutato APC, insieme ad altre complesse interazioni molecolari. Molti trattamenti anticancro falliscono non perché siano inefficaci, ma perché comportano livelli inaccettabili di tossicità. L'importanza di questo studio consiste nella scoperta di un possibile marcatore, vero e proprio Tallone d'Achille del cancro del colon, che non è invece presente nelle cellule sane.

Fonte: Cell

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Tutte le vie di Myc

C'è un gene, chiamato Myc, che produce una proteina coinvlta nella regolazione di altri geni, in particolare nelle cellule tumorali. Il ruolo di Myc nel rendere i tumori più aggressivi è noto da anni, ma non era chiaro quale fosse il meccanismo attraverso cui ciò accade. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature, una delle più prestigiose, e condotta da un gruppo di ricercatori dell'IIT di Genova e dell'IEO di Milano, guidati da Bruno Amati, direttore del Centro di scienze genomiche dell'IIT, ha potuto seguire l'evoluzione della malattia e le sue basi molecolari in un modello animale in un modo che non sarebbe stato possibile nell'uomo. I dati raccolti apriranno la strada alla messa a punto di nuove terapie.

Fonte: Nature

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Ultimo aggiornamento lunedì 1 dicembre 2014.

Redazione

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