Tumore cerebrale metastatico

La parola all'esperto

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Gaetano Finocchiaro, neuro-oncologo parla dei tumori cerebrali.

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Cos'è

Il tumore metastatico del cervello è una metastasi che si forma all'interno dell'encefalo. Il tessuto che lo compone non è quindi formato da cellule mutate del sistema nervoso centrale, ma da cellule che sono arrivate fin lì staccandosi da altri tumori presenti nell'organismo. La comparsa di un tumore cerebrale metastatico può avvenire anche mesi, o persino anni, dopo la scoperta e la cura di un tumore primario.

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Tipologie

Alcuni tumori primari formano metastasi con più facilità nel cervello rispetto ad altri organi per ragioni anatomiche. In particolare, come ha mostrato uno studio statunitense su oltre 2.700 casi di tumori metastatici cerebrali, i tumori primari che formano metastasi soprattutto nel cervello sono, nell'ordine:

  • tumore polmonare (48%);
  • cancro al seno (15%);
  • tumori dell'apparato genitourinario (11%);
  • osteosarcomi (10%);
  • melanomi (9%);
  • tumori della testa e del collo (6%);
  • neuroblastomi (5%);
  • tumori gastrointestinali - colon-retto e pancreas (3%);
  • linfomi (1%).

A seconda degli studi le percentuali possono variare, ma il cancro al polmone e al seno rimangono quelli che più frequentemente danno origine a metastasi cerebrali.
Vi è poi una piccola percentuale di tumori metastatici di cui, all'esame istologico, non si riesce a individuare il tumore di origine. Si tratta dei cosiddetti "tumori metastatici a origine ignota".
Le forme cerebrali metastatiche sono classificate sulla base della localizzazione del tumore nel cervello, del tipo di tessuto sviluppato e dell'organo d'origine da cui provengono.

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Evoluzione

I tumori cerebrali metastatici sono tumori maligni, ma a volte possono essere tenuti a bada con chirurgia e radioterapia. Purtroppo, per via della localizzazione, si tratta di forme in certi casi è difficile aggredire o eliminare del tutto.

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Quanto è diffuso

I tumori cerebrali metastatici colpiscono, a seconda degli studi, dal 20 al 40% dei malati di cancro. Nel 70% dei casi la diagnosi avviene quando le lesioni cerebrali sono più di una. In otto casi su dieci la metastasi è in uno degli emisferi, nel 15% dei casi è nel cervelletto e nel 5% nel tronco encefalico.

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Chi è a rischio

Tutte le persone colpite da una forma tumorale primaria a carico di un organo che metastatizza facilmente a livello cerebrale sono a rischio.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione efficace nei confronti delle metastasi cerebrali. L'unico strumento efficace è la diagnosi precoce. Per questa ragione chi ha un tumore primario che tende a metastatizzare al cervello (come quello al polmone) è sottoposto periodicamente anche a TC cerebrale per individuare eventuali lesioni quando sono piccole e facilmente eliminabili.

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Diagnosi

La diagnosi di tumore metastatico del cervello si effettua con i comuni esami per la valutazione del sistema nervoso centrale, tra cui la TC e la risonanza magnetica. In alcuni casi verrà richiesto anche un elettroencefalogramma o esami più sofisticati come una angiorisonanza, che permette di valutare la vascolarizzazione del tumore (cioè quanto è sviluppata la rete di vasi che lo nutre).

Nel caso di un tumore metastatico, bisognerà anche valutare (o andare a cercare) il tumore primario da cui origina la metastasi. Per prima cosa verrà prescritta una radiografia del torace e (in una donna) una mammografia. In seguito si ricorre a valutazioni come l'ecografia addominale (nel caso si sospetti un tumore primario in quella zona del corpo) oppure la PET, per verificare l'eventuale compresenza di altre metastasi a carico di fegato od ossa.

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Sintomi

I sintomi di un tumore cerebrale, che sia primario o metastatico, differiscono poco tra loro e possono essere anche generici. Tra questi si annoverano:

  • disturbi della coordinazione motoria e vertigini;
  • febbre;
  • senso di malessere generale e letargia;
  • mal di testa (in chi non ne ha mai sofferto o più intenso del solito);
  • perdite di memoria, difficoltà di concentrazione;
  • perdita di sensibilità tattile in alcune aree del corpo, dolore o altre alterazioni della sensibilità;
  • cambiamenti di personalità;
  • cambiamenti repentini dell'umore o comportamenti irrazionali;
  • difficoltà di linguaggio o articolazione;
  • crisi epilettiche (in chi non ne ha mai sofferto);
  • nausea, vomito;
  • debolezza di una parte del corpo.

I sintomi dipendono soprattutto dalla zona in cui il tumore metastico si localizza e si sviluppa. Poiché nel cervello ogni area ha una sua funzione specifica, i sintomi dipenderanno in larga misura dalla zona colpita. Le neoplasie frontali inducono disturbi motori e della personalità; quelli parietali possono compromettere la motilità fine o i compiti che richiedono coordinazioni complesse, come la scrittura; il lobo occipitale è dedicato in gran parte dalla visione e quindi sarà la vista a essere compromessa; le forme che colpiscono il lobo temporale inducono disturbi dell'equilibrio, dell'orientamento spaziale e del linguaggio.

Talvolta le metastasi si formano nel cervelletto, inducendo disturbi dell'equilibrio, cefalee, vertigini e nausea. I sintomi motori e sensitivi interessano sempre il lato opposto a quello dell'emisfero cerebrale colpito dal tumore, perché ogni lato del cervello governa la parte controlaterale del corpo.

La mancanza di spazio all'interno della scatola cranica spiega anche i sintomi più comuni: mal di testa, dovuto alla formazione di liquido all'interno dei ventricoli, che induce compressione contro la parete rigida del cranio. Per questo il mal di testa da tumori cerebrali (che siano primari o secondari) risponde poco e male ai comuni analgesici.

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Come si cura

Come per il tumore cerebrale primario, anche quello metastatico deve essere aggredito innanzitutto con la chirurgia. Oltre a eliminare potenzialmente le metastasi, l'intervento chirurgico può anche ridurre i sintomi e la pressione all'interno del cranio. I farmaci chemioterapici invece non risultano particolarmente efficaci in questi tipi di tumore poiché la particolare barriera che controlla la circolazione sanguigna a livello cerebrale (barriera ematoencefalica) è un impedimento alla loro diffusione nel cervello. Inoltre, anche ammesso che tali farmaci potessero raggiungere il bersaglio, essi potrebbero danneggiare i tessuti cerebrali sani.

L'analisi istologica del tumore può essere fatta sia in sede di intervento, sia con una biopsia praticata attraverso una piccola apertura del cranio. La biopsia è utile per sapere di che tipo di tessuto si tratta, quali potrebbero essere i farmaci eventualmente efficaci e quanto aggressiva può essere la malattia.

Se non è necessario analizzare il tessuto e se le formazioni cerebrali non sono troppo grandi (in genere di diametro inferiore ai 3 centimetri), si può ricorrere alla chirurgia stereotassica che utilizza raggi ad alta concentrazione al posto del bisturi, per mirare direttamente al tessuto maligno senza dover aprire la scatola cranica. Il tessuto metastatico irradiato degenera e col tempo viene eliminato dall'organismo stesso. Questa tecnica (che altro non è che una particolare forma di radioterapia) è nota col nome di gamma knife o cyber knife e richiede una équipe specializzata e la disponibilità di avanzate apparecchiature per l'imaging.

Questo tipo di intervento è particolarmente frequente quando lo scopo della cura è alleviare i sintomi senza incidere troppo sulla qualità della vita del paziente.

La radioterapia invece completa l'intervento chirurgico classico e il trattamento è finalizzato a ridurre il rischio di recidiva. Può essere utilizzata da sola o in associazione alla chemioterapia, opzione frequente nel caso di tumori metastatici.

Fanno parte della cura anche una serie di trattamenti di supporto come la fisioterapia, la riabilitazione cognitiva o la terapia occupazionale che hanno lo scopo di mantenere elevata la qualità di vita del malato.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento giovedì 25 giugno 2015.

Agenzia Zoe

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