Timoma

Cos'è

Il timo è un piccolo organo che fa parte del sistema linfatico ed è situato nella parte anteriore del torace, dietro lo sterno. Il peso della ghiandola raggiunge il suo massimo durante la pubertà, per poi ridursi nel tempo quando parte del suo tessuto viene sostituito da tessuto adiposo (grasso). Come gli altri componenti del sistema linfatico anche il timo è coinvolto nella regolazione e nel sostegno delle difese immunitarie: in particolare produce linfociti T, globuli bianchi capaci di combattere le infezioni, e stimola i linfociti B che aiutano a produrre anticorpi contro gli "intrusi" (per esempio i batteri). Il timoma è un tumore che ha origine dalle cellule che costituiscono il timo.

 

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Tipologie

Il timoma rappresenta in assoluto il più comune dei tumori che colpiscono il timo, tanto che circa nove tumori che colpiscono quest'organo su dieci sono timomi, ovvero neoplasie che hanno origine dalle cellule epiteliali, che danno al timo la sua forma e la sua struttura. In genere si tratta di un tumore che cresce lentamente e solo raramente si diffonde al di fuori dell'organo di origine, anche se non mancano casi di malattia più aggressiva capace di dare origine a metastasi soprattutto nei polmoni e nella pleura. L'Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito un sistema per classificare i timomi  sulla base dell'aspetto che le cellule assumono al microscopio e che utilizza le lettere A, B e C: i timomi di tipo A sono quelli meno aggressivi seguiti da quelli di tipo AB, B1, B2, B3  e C. Questi ultimi, chiamati anche carcinomi timici, rappresentano circa il 5-10 per cento dei tumori che colpiscono la ghiandola e sono i più pericolosi per via della loro aggressività e della loro tendenza a diffondersi. Il timo può essere il punto di origine anche di un tumore neuroendocrino  particolarmente raro, il carcinoide timico, cha parte dalle cellule che producono ormoni.

 

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Quanto è diffuso

I tumori che colpiscono questa piccola ghiandola sono piuttosto rari e rappresentano meno dell'1 per cento di tutti i carcinomi. Il timoma colpisce raramente bambini e adolescenti ed è più comune nell'età adulta e nella mezza età, soprattutto tra i 40 e i 60 anni. Non si osservano differenze nell'incidenza tra uomini e donne.

 

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Chi è a rischio

Non sono stati identificati particolari fattori di rischio per il timoma.

 

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Prevenzione

Non essendo noti i fattori di rischio e le cause del timoma, non è attualmente possibile definire strategie di prevenzione efficaci.

 

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Sintomi

Anche se in molti casi i timomi sono asintomatici, tra i sintomi che potrebbero far pensare alla malattia si possono ricordare tosse persistente, debolezza muscolare, doloreesenso di compressione al torace, problemi respiratori, perdita di appetito e di peso.

Alcune persone colpite da timoma sono anche portatrici di disturbi autoimmuni come la miastenia grave (oltre il 30 per cento dei pazienti con timoma), una forma di anemia chiamata aplasia eritrocitaria (circa il 5 per cento dei pazienti) o ipogammaglobulinemia (5-10 per cento). Attenzione però: la presenza di queste patologie non implica necessariamente la presenza del tumore del timo.

 

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Diagnosi

Dopo la visita medica iniziale nella quale il medico valuta segni e sintomi e raccoglie informazioni sulla storia clinica generale, possono essere prescritti una serie di esami utili per chiarire eventuali dubbi emersi nel corso dell'esame iniziale. Gli esami del sangue non servono per diagnosticare direttamente il timoma, ma possono chiarire alcuni aspetti del tipo di malattia che si ha di fronte e fornire dati importanti sulla salute generale del paziente. Gli esami strumentali come radiografia, tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica o tomografia a emissione di positroni (PET) servono a comprendere la natura e l'estensione della malattia, che però viene diagnosticata con certezza solo dopo la biopsia, ovvero il prelievo di un piccolo campione di tessuto da analizzare al microscopio.

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Evoluzione

Lo stadio del tumore fornisce un'indicazione di quanto la malattia sia diffusa ed è stabilito secondo criteri internazionali. Per il timoma si utilizza spesso il sistema di classificazione di Masaoka, che permette di identificare quattro stadi in base alla dimensione del cancro stimata con gli esami strumentali e altri parametri clinici e tecnici. Un sistema più semplice, ma comunque utile a scegliere il trattamento, suddivide i timomi in base alla loro operabilità, identificando due gruppi: resecabili e non resecabili  (resecabile è il termine tecnico che in linguaggio comune equivale a operabile). In genere i timomi di stadio Masaoka I e II sono sempre resecabili, così come lo sono spesso anche quelli di stadio III e potenzialmente anche alcuni di quelli di stadio IV, seppur con diverse eccezioni.

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Come si cura

Poiché il timoma è un tumore raro, è ancora più importante rivolgersi a un centro oncologico specializzato, dove un gruppo multidisciplinare sarà in grado di scegliere l'opzione terapeutica migliore in base a diversi parametri legati alla malattia e alle condizioni del paziente.

L'approccio standard al trattamento del timoma è rappresentato, dove possibile, dalla chirurgia (timectomia) che consiste nella rimozione totale dell'organo malato e degli eventuali tessuti tumorali presenti in altri organi anche se non sempre è possibile rimuovere totalmente la malattia. La radioterapia rappresenta un'altra opzione di trattamento in pazienti con timoma e può essere utilizzata in diversi contesti: adiuvante, ovvero dopo la chirurgia per rimuovere eventuali residui di malattia; neoadiuvante, per ridurre le dimensioni del tumore prima dell'intervento chirurgico; palliativo, per alleviare i sintomi in caso di malattia avanzata; in combinazione  con la chemioterapia per rendere il trattamento più efficace. Anche la chemioterapia, basata sull'uso di diversi farmaci e combinazioni di farmaci, può essere utilizzata come trattamento adiuvante, neoadiuvante e di combinazione con la radioterapia. Per i tumori carcinoidi del timo può risultare utile il trattamento con octreotide, un ormone sintetico in grado di ridurre i sintomi associati ai cambiamenti ormonali causati dal tumore e di rallentare la crescita della malattia.

 

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento martedì 21 aprile 2015.

Agenzia Zoe

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