Tumori della ghiandola pineale

Cos'è

La ghiandola pineale è una struttura cerebrale situata ai margini del terzo ventricolo, una cavità del cervello che contiene il liquor (o liquido cerebrospinale). Passando attraverso un sistema di cavità comunicanti, il liquor porta sostanze nutritive a tutto il sistema nervoso centrale ed elimina le scorie.

La ghiandola pineale è una ghiandola endocrina, rilascia cioè ormoni che raggiungono parti anche distanti dell'organismo attraverso il sistema circolatorio. Le sue cellule, i pinealociti, producono la melatonina, un ormone derivato dal neurotrasmettitore serotonina, che viene secreto solo di notte e ha un ruolo importantissimo nel regolare il ritmo sonno-veglia. Inoltre la melatonina è l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, cioè delle sostanze, prodotte da un'altra ghiandola cerebrale (l'ipofisi), che inducono lo sviluppo sessuale nella pubertà e regolano, per esempio, il ciclo mestruale. La melatonina è infatti elevata nell'età prepuberale e diminuisce con l'inizio della pubertà.

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Tipologie

Il tumori della ghiandola pineale possono originare dalle cellule della ghiandola stessa (e costituiscono quindi i tumori pineali veri), oppure dalle cellule germinali che si trovano nella stessa regione cerebrale (e che quindi non sono tumori pineali veri). Le forme benigne di questi ultimi includono i teratomi, le cisti dermoidi e i tumori epidermoidi. Le forme maligne comprendono invece i teratomi immaturi e i coriocarcinomi, tumori rarissimi che si manifestano in genere nell'adolescenza.

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Evoluzione

Come tutti i tumori cerebrali, anche quelli della ghiandola pineale sono classificati in quattro gradi in base alle caratteristiche cellulari e alla loro velocità di crescita:

  • Grado I: sono tumori benigni. Le cellule hanno un aspetto simile ma non identico a quelle normali e crescono lentamente. Data la localizzazione, però, non è detto che un tumore benigno cerebrale sia del tutto innocuo, poiché potrebbe comprimere aree cerebrali importanti.
  • Grado II: il tessuto è maligno e sono presenti alcune alterazioni cellulari che lo differenziano da un tessuto sano.
  • Grado III: il tessuto maligno contiene cellule molto diverse da quelle normali e cresce attivamente (si dice che il tessuto è anaplastico).
  • Grado IV: il tessuto maligno contiene cellule molto anormali e in crescita rapidissima.

Seguendo questa classificazione i tumori pineali veri possono essere di tre tipi: i pineocitomi sono tumori di grado II, con una crescita lenta; i pineoblastomi sono tumori aggressivi di grado III o IV; mentre i tumori pineali misti, che contengono combinazioni dei diversi tipi di cellule , sono valutati in base al grado di mutazione prevalente.
Circa il 10-20% dei tumori pineali veri (e in particolare il pineoblastoma) diffonde attraverso il liquido cerebrospinale e forma metastasi nel sistema nervoso centrale, quasi mai in altre parti del corpo.

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Sintomi

Indipendentemente dal tipo, i tumori della regione pineale possono causare sintomi tramite tre diversi meccanismi. Talvolta aumentano la pressione intracranica bloccando per compressione il flusso del liquido cerebrospinale. Questa situazione prende il nome di idrocefalo e si manifesta generalmente con mal di testa e, talvolta, nausea o alterazioni della coscienza. Oppure possono comprimere una delle regioni cerebrali limitrofe e quindi provocare sintomi neurologici che dipendono dalla funzione della regione coinvolta. Infine, data la funzione endocrina della ghiandola, possono comparire disturbi ormonali, specie negli adolescenti e nelle donne.
Il tumore pineale tende in genere a comprimere, per via della posizione, anche il cervelletto e il midollo allungato: ciò provoca alterazioni dei movimenti oculari, sdoppiamento della visione, mancanza di coordinazione nei movimenti o instabilità della marcia.

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Diagnosi

I tumori pineali sono in genere identificati per i sintomi che causano oppure, molto più raramente, in seguito a esami cerebrali effettuati per altre ragioni (traumi cranici, disturbi generici).

Come per gli altri tumori cerebrali, per la diagnosi si usano tecniche di imaging, come la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM). L'RM è in grado anche di mostrare la presenza di un idrocefalo, mentre la TC rileva la presenza di calcificazioni all'interno dei tessuti che possono essere un indice di malignità. Talvolta si inietta un mezzo di contrasto nel sangue per distinguere meglio, con l'RM, i margini del tumore rispetto alle regioni circostanti.

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Quanto è diffuso

I tumori della regione pineale (sia quelli derivati da cellule della ghiandola sia da altri tessuti) costituiscono meno dell'1 per cento di tutti i tumori cerebrali negli adulti e il 3-8 per cento nei bambini. La fascia di età più colpita è quella dei giovani adulti (20-40 anni).

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Come si curano

I tumori originati dalle cellule germinali, o germinomi, si formano da cellule presenti nelle fasi precoci dello sviluppo embrionale, in particolare nel sistema riproduttivo. Esistono però anche cellule germinali nel cervello, ed è da quelle che in genere si formano i tumori della regione pineale che non derivano strettamente dalle cellule della ghiandola. Le forme benigne includono i teratomi, le cisti dermoidi e i tumori epidermoidi. Le forme maligne comprendono i teratomi immaturi e i coriocarcinomi. Si tratta di tumori rarissimi che si manifestano in genere nell'adolescenza.

Il trattamento di questo tipo di tumori consiste in genere in una combinazione di chirurgia, radioterapia e chemioterapia . Se il tumore è benigno (come nel caso di teratomi, cisti dermoidi e tumori epidermoidi), la chirurgia, purché completa, è sufficiente ad assicurare la guarigione. Le forme maligne (tra cui i teratomi immaturi e i coriocarcinomi) richiedono invece una terapia adiuvante, cioè un trattamento, in genere radioterapico, che ne riduce il volume prima dell'intervento. I germinomi, per esempio, rispondono bene alle radiazioni e ad alcuni tipi di chemioterapie, mentre i teratomi rispondono poco alla radioterapia e richiedono un'asportazione chirurgica completa.

Il tumori originati dalle cellule pineali richiedono invece trattamenti differenti. Nel 30% dei casi si tratta di pineocitomi, nel 50% dei casi di pineoblastomi (i più aggressivi) e nel restante 20per cento di tumori misti. In questi casi il trattamento chirurgico non dipende solo dalla posizione e dimensione del tumore ma anche dall'età del paziente. Il trattamento radioterapico è indicato, nelle forme più avanzate, anche dopo l'intervento, per eliminare eventuali cellule maligne residue. Tra le chemioterapie più usate ci sono combinazioni di cisplatino, vinblastina e bleomicina; cisplatino e bleomicina; e di vincristina, actinomicina D e ciclofosfamide.

La prognosi dei pineocitomi è in genere molto buona, mentre quella delle forme più aggressive dipende molto dalla possibilità di intervenire radicalmente con la chirurgia. In generale, la prognosi migliora con l'età data la complessità dell'intervento nei bambini molto piccoli.

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Chi è a rischio

A oggi non si conoscono le cause di questo tipo di tumore, ma alcuni studi hanno messo in relazione l'insorgenza di forme tumorali giovanili con la presenza di alcune alterazioni cromosomiche.

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Prevenzione

Non esistono misure preventive di efficacia dimostrata.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento venerdì 26 febbraio 2016.

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