Coriocarcinoma

Cos'è

Il coriocarcinoma è un particolare tipo di tumore che si sviluppa in genere all'interno dell'utero. Fa parte delle cosiddette malattie trofoblastiche gestazionali, che sono legate in qualche modo alla gravidanza e che spesso sono di natura benigna. Il coriocarcinoma rappresenta, invece, la forma maligna di queste malattie e prende il via da un gruppo di cellule presenti all'interno dell'utero - i trofoblasti o cellule trofoblastiche - che durante la gravidanza vanno a formare la placenta e i tessuti che servono a nutrire il feto.

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Quanto è diffuso

Il coriocarcinoma gestazionale, cioè legato alla gravidanza, è un tumore raro: le stime parlano di 1 caso ogni 25.000-45.000 gravidanze.
Ancora più rari sono i casi di coriocarcinoma non gestazionale che possono svilupparsi anche in organi diversi dall'utero (ovaio, testicoli, addome eccetera), sia negli uomini sia nelle donne.

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Chi è a rischio

Il coriocarcinoma si può sviluppare, in linea generale, anche dopo una gravidanza andata a buon fine, ma è più comune nelle donne che hanno avuto gravidanze problematiche. In particolare, circa la metà di tutti i coriocarcinomi prende il via da una gravidanza molare, in cui un ovulo fecondato non vitale si impianta nell'utero: in tal caso le cellule trofoblastiche crescono in modo anomalo e formano una massa all'interno dell'utero. Altri possibili fattori di rischio per lo sviluppo di coriocarcinoma sono un precedente aborto - sia volontario sia spontaneo - o una gravidanza extra-uterina, per esempio quando il feto si sviluppa nelle tube di Falloppio anziché nell'utero. Anche l'età influenza il rischio di coriocarcinoma che è più basso prima dei 25 anni e aumenta con il passare degli anni fino all'arrivo della menopausa.

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Tipologie

Quasi sempre il coriocarcinoma è legato alla gravidanza e per questo si definisce gestazionale. Spesso si tratta di tumori completamente curabili se diagnosticati nelle fasi iniziali, ma la probabilità che diano origine a metastasi è piuttosto alta rispetto a quella che si osserva per le altre malattie gestazionali trofoblastiche. Le cellule tumorali possono arrivare alla muscolatura dell'utero e ai vasi sanguigni vicini per poi raggiungere anche organi lontani come cervello, polmoni, fegato, reni eccetera.

Anche se molto raramente, il coriocarcinoma può non avere alcun legame con una gravidanza (coriocarcinoma non gestazionale) e svilupparsi in aree dell'organismo diverse dall'utero come per esempio testicoli, ovaio, addome e torace. Si parla in questi casi di tumori misti della linea germinale perché il tumore è in genere formato da cellule di diversa origine e spesso si tratta di patologie più difficili da curare rispetto ai coriocarcinomi gestazionali.

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Sintomi

Uno dei sintomi più comuni del coriocarcinoma gestazionale è rappresentato da perdite di sangue anomale a livello uterino, non legate al ciclo mestruale o che proseguono a lungo dopo una gravidanza. Anche il gonfiore o il dolore addominale possono indicare la presenza della malattia. Il livello di HCG risulta in genere elevato: questo ormone - la gonadotropina corionica - già aumentato in gravidanza, con il tumore raggiunge livelli ancora più elevati. In alcuni casi la malattia non dà sintomi e il medico può arrivare a sospettarla quando una donna risulta positiva al test di gravidanza (basato sui livelli di HGC), ma l'ecografia non mostra alcun segno di presenza del feto.

Se il coriocarcinoma si estende oltre l'utero e ha dato origine a metastasi, si possono osservare anche sintomi legati all'organo colpito: tosse, dolore al torace e difficoltà a respirare se la malattia ha raggiunto i polmoni; presenza di masse vaginali se l'organo colpito è la vagina; mal di testa, vomito, paralisi in alcune aree del corpo se la malattia ha interessato anche il cervello.

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Prevenzione

Non esistono strategie di prevenzione efficaci per questo tipo di tumore, che è particolarmente raro.

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Diagnosi

In presenza di un sintomo sospetto è importante rivolgersi al ginecologo per una visita. Durante questo incontro vengono raccolte informazioni sui sintomi e sulla storia medica personale e familiare e si procede poi con una visita approfondita. Se lo ritiene opportuno, il medico potrà prescrivere ulteriori esami di approfondimento che in genere comprendono semplici prelievi di sangue per verificare la presenza di anemia (carenza di globuli rossi legata al sanguinamento anomalo) o per controllare i livelli di HCG (elevati in presenza di coriocarcinoma), la funzionalità dei reni e della tiroide eccetera. Per approfondire ulteriormente l'analisi si può procedere con esami di diagnostica per immagini come per esempio l'ecografia e, se si sospetta la presenza di metastasi, possono risultare utili esami come la radiografia, la TC (tomografia computerizzata), la PET (tomografia a emissione di positroni) o la risonanza magnetica, che indicano dove e quanto la malattia è diffusa nell'organismo.

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Evoluzione

Assegnare uno stadio al tumore (stadiazione) significa valutare quanto la malattia è diffusa all'interno dell'organismo ed è un processo molto importante per scegliere il trattamento più adatto. Per quanto riguarda il coriocarcinoma gestazionale, il sistema di classificazione della International Federation of Gynecology and Obstetrics (FIGO) permette di identificare quattro stadi: più basso è lo stadio meno diffusa è la malattia e maggiori sono quindi le possibilità di curarla in modo definitivo.

Oltre a questa classificazione, che si basa sulle caratteristiche di diffusione del tumore, si utilizza anche un altro punteggio basato su specifici fattori di rischio che includono: età, tipo di gravidanza, tempo trascorso tra la fine della gravidanza e la diagnosi della malattia, livello di HCG nel sangue, metastasi, organi colpiti dal tumore, dimensione del tumore e precedente chemioterapia.

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Come si cura

Le possibilità di curare in modo definitivo il coriocarcinoma gestazionale sono piuttosto alte, soprattutto se la malattia viene scoperta nelle sue fasi più precoci. La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, come per esempio caratteristiche e diffusione della malattia, condizioni del paziente e presenza di particolari fattori di rischio. La chemioterapia rappresenta la scelta più comune ed è in genere efficace anche quando il tumore ha già dato origine a metastasi. A seconda del gruppo di rischio si procede con l'uso di un singolo farmaco chemioterapico (se il rischio è basso) o con la combinazione di più farmaci (se il rischio è più alto). La chemioterapia può essere anche utilizzata dopo un intervento chirurgico per eliminare eventuali cellule tumorali residue e in questo caso si parla di chemioterapia adiuvante. In alcuni casi, per esempio se il tumore non risponde alla chemioterapia o causa un forte sanguinamento, la scelta del trattamento può ricadere sulla chirurgia e in particolare sull'isterectomia, ovvero la rimozione chirurgica dell'utero. A volte il bisturi può essere utilizzato anche per asportare le metastasi dal fegato, dai polmoni o dall'intestino, specialmente quando i farmaci da soli non sono sufficientemente efficaci. La radioterapia viene utilizzata per trattare il coriocarcinoma solo raramente ed è in genere riservata a quei casi che non possono essere trattati con chemioterapia e chirurgia, oppure a scopo palliativo, per ridurre i sintomi legati alla presenza del tumore.

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Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico

Ultimo aggiornamento mercoledì 23 aprile 2014.

Agenzia Zoe

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