Vincenzo, osteosarcoma

"Con la mia storia voglio aiutare chi è ammalato" 

Dopo un lungo e travagliato percorso verso la guarigione, decide di studiare Scienze motorie per diventare fisioterapista

vincenzo video



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Sono nato a Castellammare di Stabia e vivo ad Angri, in provincia di Salerno. Quando avevo dieci anni un dolore alla tibia sinistra fu il campanello d'allarme della diagnosi di osteosarcoma.

I miei genitori mi portarono all'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna dal professor Campanacci, uno dei più noti specialisti, ora scomparso, che ha lavorato a lungo con finanziamenti AIRC. 

Dopo la biopsia, fui sottoposto a cicli di chemioterapia prima e dopo un intervento molto innovativo, che prevede l'innesto di un tessuto vascolarizzato prelevato dalla stessa gamba nel punto in cui è stato tolto il tumore. Mi dissero che il mio fu uno dei primi interventi con questo tipo di innesto.

Nel 1997 ho subito una frattura all'innesto e sono stato rioperato con prelievi di innesti dall'ala iliaca destra. L'operazione non è andata benissimo, sono perfino stato ingessato all'interno della sala operatoria perché non si verificassero danni durante il trasporto in reparto. 

Nel 1998 sono finito ancora sotto i ferri, operato alla gamba destra per bloccare la crescita affinché non si verificasse una dismetria troppo pronunciata tra i due arti. Nel 2000 mi ruppi di nuovo la gamba e nel 2001 mi sottoposero a un ulteriore innesto, questa volta con tessuto proveniente dalla cresta iliaca posteriore.

Ho sentito moltissimo la lontananza da casa e dagli amici e ho sofferto i continui spostamenti da Bologna a Napoli. E anche quando era a casa, la mia vita era condizionata dagli effetti collaterali della chemioterapia. Ad aiutarmi sono stati il dottor Manfrini con l'equipe dell'ospedale e la mia famiglia, che ha sofferto psicologicamente forse più di me.

Ma oggi sono guarito. Questa lunghissima esperienza di malattia ha senz'altro influito sul mio carattere e sulla mia vita tanto che ho scelto di studiare Scienze motorie per diventare fisioterapista, senza abbandonare la mia grande passione per la musica e il teatro.

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