Michela, sarcoma sinoviale

"Guarda un po' cosa riserva la vita" 

Michela si è laureata in Scienze motorie all'Università di Urbino e si è sposata, ma pochi anni prima il suo futuro non sembrava così roseo.

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Quando, dopo vari accertamenti, i medici capirono che la pallina sotto il braccio sinistro non era una cisti, bensì un sarcoma, cominciò il mio percorso. Avevo 21 anni, e alla brutta notizia della malattia si aggiunsero altre paure: che il catetere impiantato per somministrarmi la chemioterapia potesse dar luogo a complicazioni, che le cure potessero minare la mia possibilità futura di diventare mamma, che la radioterapia stessa mi esponesse a radiazioni.

michela testimonianzaTuttavia non mi sono mai detta: "Che combatto a fare? Lasciamo andare le cose". Frequentavo Scienze motorie all'università e temevo che l'intervento a cui ero stata sottoposta mi avrebbe mutilata per sempre. Invece proprio il fatto di essere sempre stata una sportiva mi ha aiutato a recuperare prima possibile: grazie alla fisioterapia e ai continui allenamenti oggi posso dire di aver raggiunto una buona condizione.

Adesso lavoro in una palestra come rieducatore funzionale posturologo e la mia esperienza mi aiuta a incoraggiare chi tende a lasciarsi andare, magari dopo un semplice trauma o per un banale mal di schiena.

Sento di aver messo la realtà in un'altra prospettiva, ridimensionando l'ordine di importanza delle cose. So che non vale la pena prendersela per un esame andato male o per un'occasione di lavoro sfumata: meglio ringraziare per quel che si ha, piuttosto che lamentarsi di ciò che si è perso. Non mi piace troppo sentirmi ripetere quanto sono stata forte e coraggiosa. Mi sono trovata in ballo e ho ballato. E la vita è stata generosa con me, regalandomi un presente luminoso. 

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