Letterio, melanoma

"Ho cambiato squadra. Oggi sto con la ricerca" 

A causa di un melanoma diagnosticato in fase avanzata, Letterio Visigalli ha dovuto lasciare il basket, che svolgeva a livello professionistico. Oggi è impegnato a sostenere quella stessa ricerca che lo sta aiutando contro la malattia.

Letterio Visigalli melanoma



ATTENZIONE: Eventuali numeri di telefono presenti nel video non sono più attivi, in quanto riferiti ad una specifica campagna di raccolta fondi

Letterio Visigalli

Ero un giocatore di basket di serie A quando, nel 2004, ho deciso di farmi togliere un neo, che avevo sempre avuto ma che aveva iniziato a darmi fastidio. Il referto istologico fu inatteso e drammatico: melanoma in fase avanzata.

Professor Michele Maio TEAM

Dopo l'operazione, tre anni di continui controlli mi rassicurarono e tutto sembrava procedere nel migliore dei modi.

Una mattina del marzo 2007 avvertii un forte dolore a un'anca e mi accorsi di avere una pallina sotto la pelle che i medici giudicarono sospetta. In effetti, la malattia era ritornata e in fase più aggressiva.

Non nego di essere caduto in depressione, ma solo per un breve periodo, perché io sono un combattente: questo mi ha insegnato lo sport. Entrare in una sperimentazione innovativa, con un vaccino che addestra il mio sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali, mi ha dato poi nuova forza.

Il mio organismo sta rispondendo bene al trattamento e le metastasi sono per lo più scomparse, anche se non posso dirmi del tutto guarito.

Credo fermamente nell'importanza della prevenzione e della ricerca e per questo ho dato vita, assieme ad altri, all'associazione Aquattromani, di cui sono il presidente, che accoglie i pazienti sottoposti a immunoterapia oncologica. Il nostro scopo è migliorare la vita quotidiana dei malati, perché assieme è più facile raggiungere obiettivi comuni. Ma siamo anche molto attivi nella raccolta di fondi per finanziare borse di studio per ricercatori, al fine di sostenere quella ricerca oncologica che continua ad alimentare la nostra speranza.

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