Francesca, linfoma di Hodgkin

"Un figlio nonostante la malattia"

Un linfoma di Hodgkin scoperto in fase avanzata durante la gravidanza l'ha costretta a un lungo e faticoso percorso di cure, ma ora Francesca sta bene e vive serena con i suoi figli.

Francesca-hodgkin

Nel 2003 facevo la maestra elementare e con mio marito Carlo avevamo già una bimba, ma desideravamo un altro figlio. Quando a novembre arrivò la bella notizia che ero incinta, una brutta seguì a ruota: la malattia. Tutto cominciò con una polmonite, per la quale venni ricoverata all'ospedale di Perugia dove, dalla biopsia di un linfonodo sul collo, i medici scoprirono che avevo un linfoma di Hodgkin. La risonanza rivelò che la malattia era già diffusa in altri organi.

Il mio primo pensiero fu per il bambino che aspettavo. Chiesi ai medici se, prima di iniziare la chemio, potevo aspettare che nascesse il piccolo, per non metterlo in pericolo, ma loro mi convinsero che non era possibile, perché la situazione era grave. La gravidanza si concluse bene, nonostante cinque somministrazioni di chemioterapia il bambino è nato sano, ma dopo il parto fu evidente che dovevo intensificare le cure per guarire. Prima altri cicli di chemioterapia più forte, poi un autotrapianto di midollo osseo, tutti trattamenti che mi tenevano lontano dai bambini. La cosa peggiore che ricordo di quel periodo fu non poter allattare Filippo e non poter stare insieme ai miei figli: Rebecca iniziava la prima elementare e io non c'ero.

Poi, pian piano, mi ripresi e sembrava andare tutto meglio quando, durante un controllo, la PET rivelò che la malattia era tornata e venne trattata con radioterapia. Per scongiurare il rischio di altre recidive, i medici del reparto di Ematologia dell'ospedale di Perugia dove sono stata sempre curata, guidati da Brunangelo Falini, mi consigliarono allora un trapianto di midollo da parte di donatore, che si trovò nel registro internazionale dei donatori di midollo osseo: un ragazzo tedesco. Il  recupero fu lento e faticoso, ma, piano piano, sono tornata alla vita. Grazie alla ricerca e alla professionalità dei medici, oggi faccio controlli periodici, ma sto bene e, soprattutto, posso stare insieme a mio marito e ai miei figli.

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