Federica, tumore al seno

"Anche ciò che sembra difficile e irraggiungibile può essere possibile"

Federica, nonostante un tumore al seno, a 37 anni è riuscita ad avere la sua prima figlia e poco dopo a darle anche un fratellino.

Federica-seno

Un bel lavoro in un'agenzia pubblicitaria, un compagno perfetto, tanti amici e una vita felice; cosa volere di più? Eppure è bastato accorgermi un giorno, davanti allo specchio, di avere un piccolo rigonfiamento al seno sinistro per far vacillare il mio bellissimo castello.

Al momento non gli diedi importanza, avevo solo 33 anni e non pensavo a certe malattie, ma, dopo qualche giorno, quella pallina era ancora lì e per scrupolo decisi di andare da un senologo. Il medico che mi visitò mi consigliò di fare altri accertamenti in un centro specializzato, così andai all'Istituto europeo di oncologia, dove mi praticarono un ago aspirato che diede il suo responso: tumore.

Non me lo comunicarono subito, decisero di dirlo prima ad Alfredo, il mio compagno. Io ne venni a conoscenza, solo dopo aver fatto anche altre analisi, dalla bocca di un medico, che con molta calma e chiarezza mi mise al corrente di tutto, fin nei minimi dettagli. La mia reazione alla notizia sorprese un po' anche me: non fu sconforto, ma una grossa carica adrenalinica, un desiderio di affrontare la malattia a viso aperto, prima possibile. Fui subito ricoverata e operata, mi tolsero il tumore al seno e i linfonodi del cavo ascellare; poi fu la volta della radio e della chemioterapia. Fu un periodo non facile, ma ricorderò sempre, oltre all'affetto di Alfredo e dei miei familiari, la grande umanità e professionalità dei medici che mi hanno curato, mettendomi sempre in condizione di capire e affrontare quello mi stava accadendo.

Reagivo bene alle terapie e, tra il ciclo di chemio di agosto e quello di settembre, riuscii anche ad andare in vacanza con i miei amici; una vacanza attiva, nonostante tutto riuscii persino a fare una gita in bicicletta di 50 km. Intanto, però, gli effetti della chemio cominciavano a manifestarsi: i miei capelli lunghi e biondi erano sempre di meno, così, il giorno del mio trentatreesimo compleanno, decisi di rasarmi la testa a zero. Il mio nuovo look non era poi così male; un regista, vedendo alcune mie foto, decise di farmi partecipare a un video sulla bellezza delle donne!

Finiti i cicli di chemioterapia, ecco un altro duro colpo: una terapia ormonale mi avrebbe indotto la menopausa per cinque anni e Alfredo e io volevamo avere dei bambini. Le cose, però, andarono meglio del previsto e dopo poco più di tre anni i medici mi dissero che potevo sospendere la terapia. Il ciclo mestruale mi tornò dopo qualche mese e rimasi incinta. Fu un periodo bellissimo. Durante la gravidanza io e Alfredo ci sposammo e tutta la famiglia non smise mai di stare vicino a me e alla piccola Maria Vittoria che stava per nascere. Andò tutto per il meglio, ma dopo il parto avrei dovuto riprendere la terapia ormonale. Per i medici, però, le mie condizioni erano molto buone e mi dissero che, se volevo un altro figlio, avrei potuto rimandarle. Così feci e, dopo sei mesi dalla nascita di Maria Vittoria, rimasi incinta di Tommaso.

Ora sto bene e, anche se avrei potuto riprendere il mio lavoro, ho preferito rinunciare; l'esperienza della malattia mi ha fatto vedere con chiarezza quali sono le mie priorità. Voglio un po' di tempo per me stessa e per quei piccoli miracoli della medicina e della ricerca che sono i miei figli. 

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