Camilla, leucemia mieloide acuta

"Mai rinunciare a credere nelle passioni e nel futuro"

Camilla è un vulcano: la leucemia mieloide acuta arrivata a 12 anni non l'ha mai fermata. Oggi, racconta la madre Federica, tutto è passato e lei aiuta quelli che stanno combattendo la sua stessa battaglia.

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"Morirò?". Questo chiede Camilla a Franco Locatelli, responsabile dell'Oncoematologia all'ospedale Bambino Gesù di Roma, quando a 12 anni riceve la diagnosi di leucemia mieloide cronica. "No, basta che tu faccia quello che ti dico. Andrà tutto bene", le risponde lui.

Come spesso succede, Camilla, che si divide tra danza e scuola, è arrivata all'ospedale Bambino Gesù di Roma per una ragione apparentemente banale. Ha un forte mal di pancia e due strani lividi sulle braccia. Una sera prende un antidolorifico e nelle ore successive non riesce più a urinare. La mattina, di corsa, insieme al papà Paolo, la portiamo in ospedale dove le diagnosticano un ematocolpo, una raccolta di sangue nella vagina dovuta a un'imperfezione dell'imene - racconta la mamma Federica. Il problema viene risolto. Ma c'è qualcosa di strano: ho capito che dovevano darmi qualche altra notizia.

E la notizia arriva poco dopo: leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue.

Iniziano le cure, quattro cicli di chemioterapia. Camilla studia in ospedale grazie all'aiuto degli insegnanti e segue le lezioni della sua maestra di danza con dei dvd. Non si abbatte neanche un minuto.

Il 10 marzo 2011 viene sottoposta al trapianto di cellule staminali. In famiglia nessuno era compatibile. Così il midollo arriva da una ragazza israeliana. Con il papà sempre accanto reagisce in modo eccellente e il 6 aprile viene dimessa. Sta bene e poco più di un mese dopo - ancora non le hanno rimosso il catetere - si esibisce all'inaugurazione di una scuola di danza.

"Sei la mia macchina da guerra", le ripete sempre il professor Locatelli. E ha ragione. Camilla è una ragazza di una forza e di una maturità straordinarie. Non ha mai rinunciato a credere nelle sue passioni e nel suo futuro. E oggi fa volontariato presso il reparto dove è stata ricoverata, aiutando giovani, che sono lì a lottare per il loro futuro, a non abbattersi mai.

La mamma di Camilla

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