Alberto, tumore al polmone

"Il tumore mi ha costretto a godermi la pensione"

Il mio cancro al polmone è stato scoperto quando ancora era possibile asportarlo completamente. La mia vita è ancora piena, ma non più solo di lavoro

alberto video



ATTENZIONE: Eventuali numeri di telefono presenti nel video non sono più attivi, in quanto riferiti ad una specifica campagna di raccolta fondi

In teoria sono andato in pensione già da 15 anni, ma, come spesso accade ai manager, non ho mai smesso di lavorare; dalla mattina alla sera, Pasqua e Natale compresi, vivevo una vita carica di impegni e di stress. Negli anni passati né un intervento per tumore alla prostata, né la malattia di mia moglie, operata per ben cinque volte, mi avevano fatto cambiare strada.

Quattro anni fa però, proprio accompagnando mia moglie a un controllo, venni colpito da un manifesto, sulle pareti dell'ospedale, che invitava a una campagna di screening per il tumore del polmone. «Sei fumatore?» chiedeva. «Hai più di cinquant'anni?». Io di anni ne avevo più di settanta, e da almeno cinquanta la sigaretta era per me un'inseparabile compagna.

Mi sottoposi quindi alle indagini previste dal progetto di screening, che il primo anno furono rassicuranti. Al controllo successivo però mi avvisarono che c'era un nodulo sospetto. Ulteriori accertamenti confermarono la presenza di un tumore nel lobo superiore del polmone di destra, che quindi andava asportato.
Il chirurgo fu molto schietto, ma mi diede anche fiducia: mi operò e tutto andò per il meglio. Dopo diversi controlli a tutt'oggi la malattia non dà segni di ripresa e io godo di buona salute. A sostenermi è stato soprattutto l'esempio di mia moglie, che aveva affrontato con coraggio e forza di carattere un percorso assai più duro del mio.

Appena uscito dal colloquio col chirurgo gettai il pacchetto di sigarette che avevo in tasca, ma non fu quello l'unico cambiamento nella mia vita. Rinunciai agli impegni più gravosi, e diedi spazio soprattutto ad attività che mi fanno stare insieme agli altri. 
Dedico più tempo alla mia famiglia e tra le altre cose ho fondato insieme ad altri un'Associazione di imprenditori golfisti: una volta al mese ci troviamo per giocare e cenare in allegria. Quello che non è cambiato è il mio amore per la montagna: nelle mie escursioni mi devo accontentare di dislivelli minori di quelli che affrontavo un tempo, ma alle mie gite non ho mai dovuto rinunciare. 

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