Ecco la testimonianza di un ragazzo che ancora sta lottando contro la malattia ma che, pur così piccolo, ha già capito l’importanza della ricerca per la sua stessa vita e per quella degli altri.
Un euro a testa in cassa comune per i pareggi, tre euro per le vittorie. Il ricavato lo diamo in beneficenza, mentre noi ci saremo divertiti a giocare al pallone. Tutti d’accordo?” La proposta era dell’allenatore, Agostino Casazza, che aveva coniato anche lo slogan con cui scendere in campo: “Vincere. Perché vincere rende felici e ci permette anche di aiutare il prossimo”.

Federico in compagnia del calciatore
della Fiorentina Luca Toni.
Nessuno, tra i quindicenni del Rifredi 2000, squadra di calcio giovanile toscana, era stato sfiorato dal pensiero che i soldi raccolti, di lì a poco, sarebbero andati a uno di loro, al capitano Federico, mediano con propensione al gol. “Ho fatto giusto in tempo a fare due partite di campionato e a segnare un gol” racconta Federico, “poi ho cominciato a sentire dolori alle gambe. Per un po’ ho tirato avanti stringendo i denti, poi ho fatto una serie di esami e la diagnosi è stata poco felice: osteosarcoma, un tumore alle ossa. Ho dovuto fermarmi, niente più calcio e allenamenti, e ho capito che la mia partita più importante l’avrei giocata contro il cancro”.
Una partita dura: Federico ha affrontato la chemio, ha subìto un intervento chirurgico che gli ha tolto un piccolo segmento di femore e ha fatto tanta riabilitazione per recuperare tono muscolare e capacità di movimento.
Quando ha ricevuto i soldi dalla squadra (ai quali si erano aggiunti quelli dei compagni e professori del suo liceo, e dei suoi familiari), ci ha pensato sopra per un po’. Avrebbe potuto acquistare un nuovo strumento musicale o metterli via per fare un viaggio o chissà che altro. Invece Federico ha deciso di darli alla ricerca sul cancro, ad AIRC: “Ho pensato che quei soldi, più che nelle mie tasche, sarebbero stati utili a chi lavora nei laboratori per far progredire la cura dei tumori. Se io ho oggi la possibilità di guarire e di vivere in modo quasi normale, lo devo alla ricerca. Senza i passi avanti fatti negli ultimi anni, non avrei avuto scampo. Ecco, non dobbiamo accontentarci, dobbiamo arrivare a nuovi traguardi, in modo che un giorno non capiti più che un ragazzo della mia età sia bloccato dal cancro”.
Esempi positivi
In giorni non sempre edificanti, non c’è da stupirsi che la vicenda di Federico sia finita prima sul giornale e sul sito della sua squadra del cuore, la Fiorentina, poi su altri mass media nazionali.
“Non mi sembrava vero quando ho visto lo striscione di incoraggiamento (“Federico, la Fiesole lotta con te”) che i tifosi viola della curva Fiesole mi hanno dedicato in occasione della partita contro l’Inter” dice. “E non mi è sembrato vero quando sono venuti a trovarmi in ospedale Luca Toni e Donadel, quando mi ha telefonato Prandelli, l’allenatore della Fiorentina, così come quando Vasco Rossi mi ha scritto, mi ha incoraggiato, mi ha inviato un suo cappellino firmato, mi ha fatto i complimenti per le mie poesie, una delle quali ha messo sul suo sito. Mi ha scritto anche Roberto Vecchioni, mentre Povia mi ha inviato una bella lettera con il suo ultimo CD. Che dire… grazie ragazzi, grazie a tutti. Sto affrontando un percorso duro, ma mi aiuta molto sentire l’appoggio di così tante persone. Comunque sia, la mia partita continua per il meglio, sempre ricca di contrasti, ma come dice Vasco, ‘va bene, va bene così’. In questi mesi così difficili, mi hanno aiutato molto sia la scrittura che la musica (suono il flauto, ora sto imparando il pianoforte insieme a papà, e forse mi iscriverò a una scuola di musica): così mi esprimo, scarico emozioni e tensioni, riesco a guardarmi dentro e a conoscermi meglio”.
Federico terminerà durante l’estate l’ultimo ciclo di chemio (la buona notizia è che in virtù della risposta alle cure riuscirà ad evitare la somministrazione di un farmaco dai pesanti effetti collaterali) e – grazie ai professori della sua scuola di Sesto Fiorentino, che sono spesso andati a casa sua per lezioni e compiti in classe – sta per essere promosso in seconda liceo scientifico. La vita continua. “È meravigliosa ed è sempre il modo con cui la si affronta che fa la differenza”.